Esodo da incubo. E ora molti chiedono il risarcimento dei danni

Sono molti gli automobilisti pronti a presentare ricorsi e richieste di danni per i disagi subito nel drammatico fine settimana dell'esodo. Soprattutto quelli che hanno avuto la ventura di frequentare il Passante di Mestre, opera inaugurata con grande enfasi da Berlusconi pochi mesi fa, ma che ha fatto flop. Molti automobilisti, da quanto se ne sa, hanno già contattato le associazioni di consumatori che dal Codacons ad Altroconsumo e Associazione Consumatori Italiani stanno valutando il da farsi. C'è chi aspetta il risultato dell'inchiesta Anas prima di muoversi e chi invece scende in campo subito, come Telefono blu, raccogliendo le segnalazioni e invitando a presentare ricorsi alla società autostrade.

 L'argomento è diventato polemica politica, vista anche l'enfasi che Berlusconi e Galan avevano dato all'inaugurazione del passante di Mestre. «Per milioni di italiani - dice Sergio Gentili, responsabile del settore trasporti per il Pd - la partenza per le vacanze estive è stato un incubo. Ed è giusto che chi ha subito danni venga risarcito. Purtroppo non è più la solita coda estiva.  È la Caporetto di un modo di governare la mobilità che non risponde alle esigenze e ai diritti dei cittadini. La responsabilità di ciò che è accaduto nel fine settimana è del governo che avrebbe dovuto prevenire e governare l'esodo estivo. Non si capisce perchè gli italiani debbano pagare un ministro delle Infrastrutture e del Trasporto se questi sono i risultati. Quando c'è da lavorare seriamente senza farsi propaganda i ministri e Berlusconi sono latitanti».

"Ciò che è accaduto nel passante di Mestre rivela l'assenza di controlli seri sul servizio concesso all'Anas e ciò che accade sulla Salerno-Reggio Calabria conferma che i lavori non sono finalizzati alla loro utilità ma alla loro stessa (r)esistenza affaristica nel tempo. È l'intero sistema della mobilità - prosegue - che va riformato profondamente, cosa che Matteoli ed il governo Berlusconi continuano ad ignorare. Come dimostra l'ennesima paralisi vissuta da molti aeroporti italiani cominciando da Fiumicino".

Intanto si contano i danni del secondo giorno del grande "esodo" agostano: chiusa la carreggiata nord  della Salerno-Reggio Calabria, tra Falerna e Cosenza.  La chiusura è stata decisa come misura per gestire il traffico assai intenso in questa prima domenica di agosto. Da "bollino rosso" per gli automobilisti in viaggio sulla Salerno Reggio-Calabria. E non solo. Rallentamenti sulla A14 tra Pescara sud e Lanciano, con tempi di percorrenza di circa 35 minuti, e code sulla A9 in uscita dall'Italia per le operazioni doganali.

Intanto l'Anas cerca di correre ai ripari per il Passante di Mestre. Per evitare che si blocchi nuovamente, come è accaduto in questo primo fine-settimana di esodo agostano, l'Anas ha chiesto alle società concessionarie di predisporre un piano che preveda la «ripartizione del traffico tra Passante e Tangenziale di Mestre» e di «migliorare le indicazioni per turisti ed utenti».  E però è «urgente la realizzazione della terza corsia sulla A4 Venezia-Trieste».

Il sabato d'esordio dell'esodo agostano è stata infatti da bollino nero. Era prevista una giornata difficile dal punto di vista del traffico, è risultata anche peggio delle attese. Traffico record ovunque, code, e blocco quasi drammatico sul passante di Mestre, l'opera inaugurata in pompa magna da Berlusconi l'8 febbraio scorso. Il traffico è andato in crisi nel tratto da Spinea a Quarto d'Altino tanto che la Polizia stradale ha deciso di chiudere la bretella dopo che, già dall'alba, la colonna ha cominciato a lievitare fino a 30 km. Il passante è stato chiuso per quasi un'ora ed è stato riaperto solo nel primo pomeriggio.

E' già polemica. Tanto che il presidente dell'Anas Pietro Ciucci ha chiesto all'Ispettorato vigilanza concessionarie autostradali (Ivca) una "immediata verifica ispettiva" per verificare "quali siano state le cause delle consistenti code e del blocco; se le società interessate abbiano provveduto a porre in atto una specifica organizzazione; se gli interventi posti in essere facessero parte di un piano di emergenza; quali comunicazioni siano state offerte all'utenza prima e durante il corso dell'evento".

La verifica ispettiva, che dovrà essere completata in dieci giorni - ha precisato l'Anas - dovrà, inoltre, accertare "se le società interessate abbiano provveduto a porre in atto una specifica organizzazione; se gli interventi posti in essere facessero parte di un piano di emergenza; quali comunicazioni siano state offerte all'utenza prima e durante il corso dell'evento". L'ispezione dovrà anche valutare eventuali responsabilità delle società concessionarie che gestiscono la tratta autostradale interessata (CAV, Venezia-Padova, Autovie Venete), "con particolare attenzione al rispetto delle disposizioni date dall'Ispettorato".

Sta di fatto che è intervenuta anche la Proteszione civile per ristorare gli automnobilisti accaldati sotto il sole rovente, distribunedo bottiglie d'acqua fresca.

Ma non è solo la nuova infrastruttura viaria veneta a soffrire del traffico da bollino rosso: chi ha deciso di andare al mare a Sottomarina (Venezia) o Jesolo comunque si trova a dover fare i conti con pesanti rallentamenti e il calvario procede fino alle spiagge al confine con il Friuli e la Slovenia.

«L'Anas faccia pure quello che ritiene di dover fare, ma questo atto dovuto a me ricorda una patetica sceneggiata», replica il presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan.

01 agosto 2009
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