Canale Cielo non parte: mail al governo
Cielo, il nuovo canale News Corp in chiaro per il digitale terrestre che doveva debuttare oggi, non può partire perché non ha ancora l'autorizzazione governativa. E sul digitale terrestre e su Sky, al canale numero 129 destinato a ospitare Cielo anche sul satellite, compare l'invito ai telespettatori che vogliano «una ventata di aria fresca nella tv italiana» a scrivere al ministero, con tanto di indirizzo e-mail. «Cielo non può trasmettere - si legge nella scritta che accompagna il logo del nuovo canale - perchè siamo in attesa dell'autorizzazione da parte del ministero delle Comunicazioni. Se vuoi avere finalmente una ventata di aria fresca nella tv italiana, scrivi al ministero a urp.comunicazioni@sviluppoeconomico.gov.it».
«Dispiacere» e «sorpresa» perchè «la burocrazia rallenta un'opportunità», ma anche certezza di avere «tutte le carte in regola»: così Riccardo Chiattelli, responsabile programmazione e promozione on air di 'Cielò, il nuovo canale free di News Corp per il digitale terrestre che doveva debuttare oggi, commenta il rinvio della partenza legato alla mancata autorizzazione da parte del ministero dello Sviluppo economico-Comunicazioni. «Il ministero ha tempo fino a un massimo di 60 giorni per concedere l'autorizzazione», ricorda Chiattelli.
«Abbiamo presentato la nostra richiesta agli inizi di novembre - ammette - ma per prassi nei casi precedenti, in assenza di anomalie, l'ok è arrivato nel giro di due-tre settimane. Non a caso dall'Agcom il via libera per il satellite è arrivato entro dieci giorni. Abbiamo tutte le carte in regola, eppure il ministero ci ha chiesto di utilizzare tutti e 60 i giorni previsti. Approfondimenti? Non ce ne sono stati chiesti. Ci dispiace e ci sorprende un pò il fatto che in un momento di grande esposizione del digitale terrestre e di grandi investimenti chiesti anche alla gente per rinnovare le modalità di fruizione della tv, una nuova proposta non sia stata valorizzata quanto avremmo sperato. E ci dispiace anche alla luce del fatto che, stando a quanto leggiamo, altre realtà sono in onda pur avendo problemi di autorizzazione».
Il riferimento è ai canali di RaiSat, che sarebbero stati messi in onda sul Dtt senza specifica autorizzazione, e a quelli di Mediaset Premium, che sarebbe stato autorizzati come entità di servizio, prive di contenuti editoriali in senso stretto. Dopo una campagna di lancio orientata sul primo dicembre, a 'Cielò hanno pensato di informare il pubblico invitandolo a chiedere chiarimenti al ministero: «Ci è sembrato giusto - aggiunge Chattelli - dare le uniche informazioni che abbiamo, senza alcun intento polemico. Siamo comunque prontissimi a partire: aspettiamo fiduciosi che l'autorizzazione arrivi, anche per non disperdere tutto il lavoro e la passione che News Corp ha messo in questa nuova avventura, per di più in un mese importante di lancio che coincide con il periodo di Natale».




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