Metti i nemici su Facebook

di Francesca Fornariotutti gli articoli dell'autore

Prosegue lo scontro sulle gabbie salariali proposte dalla Lega per alzare gli stipendi al nord. Il Vaticano affida alle parole di Monsignor Fisichella una critica durissima: «Dividere il paese in un’Italia del nord e una del sud è un grave errore perché, a quanto ci risulta, la Terra è piatta». Contrari anche i sindacati. Guglielmo Epifani della Cgil e Raffaele Bonanni della Cisl stavano per esprimere un parere unanime quando se ne sono accorti e si sono accapigliati per stabilire se fosse migliore il romanzo di Scurati o quello di Scarpa, pur ammettendo di non avere tempo di leggerli. La Lega incassa le polemiche e rilancia: per motivare gli elettori in vista delle regionali, deve imbarcarsi in nuove crociate. Dopo gli stranieri e gli stipendi del sud, La Padania si scaglia contro i bagnini, i diabetici, i Dik Dik, le begonie e l’eye liner, mentre Matteo Salvini presenta un rivoluzionario progetto di legge che consentirà agli utenti di Facebook di aggiungere nuovi nemici. Per il ministro Zaia le gabbie salariali sono il primo passo di una più organica riforma del lavoro ispirata al testo di riferimento del federalismo, «Asterix il Gallico»: «La riforma sarà completa quando gli operai del nord-est berranno una pozione magica». Per Berlusconi «è giusto agganciare i salari al costo della vita» o fare qualunque altra cosa che distolga l’attenzione dell’opinione pubblica dalla riforma del processo penale. Il ministro della difesa Ghedini - Alfano, ricordiamolo, è solo il sarcofago nel quale l’avvocato di Berlusconi si infila al sorgere del sole - tenta di rendere accettabile il ddl già bocciato dal Csm compensando il blocco delle intercettazioni con il ripristino del pedinamento zavattiniano: il pm non potrà intercettare l’indagato ma avrà facoltà di seguirlo travestendosi da attivista di «Save The Children». Il presidente Mancino apprezza l’apertura e ribadisce che quello del Csm è solo un parere non vincolante, dato che il nuovo testo prevede che l’ultima parola sulla giustizia spetti a Morgan, Simona Ventura e Mara Maionchi.

12 agosto 2009
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