Volterra attende la «New Moon»

di Francesco Sangermanotutti gli articoli dell'autore

Non ci saranno stati i «mantelli rossi » immaginati dalla scrittrice Stephanie Meyer per i devoti di San Marco in una delle scene madri di New Moon, ma alle 9 di mattina in piazza dei Priori c'erano già Irene e Raissa. Quindici anni ciascuna, infagottate nelle loro sciarpe di lana, erano partite da Udine in treno sabato sera alle 23. Hanno viaggiato tutta la notte per arrivare a Firenze e quindi trasferirsi a Volterra, in tempo per partecipare a «Waiting for New Moon », la manifestazione organizzata in attesa dell'uscita del film nelle sale di tutta Italia attesa per dopodomani. L'inizio della storia, si narra, risale al 19 maggio del 2007. È, quello, il giorno in cui Stephanie Meyer sbarca a Volterra. A meno di un anno dall' uscita in Italia di Twilight, l'amore vampiresco tra Edward Cullen e Bella Swan, è già un cult tra i teenager di mezzo mondo e lei, da madre di tre bambini che scriveva per passione ascoltando i Muse e i Linkin Park, s'è trasformata in una delle autrici fantasy più affermate del globo. Ecco. Quel 19 maggio la Meyer sceglie questa antica città incastonata nelle colline pisane, cuore della Toscana, per presentare New Moon, il sequel della saga che, di lì a breve, si arricchirà poi di altri due capitoli. Una scelta non a caso.

Racconta la Meyer. «Avevo appenaterminatoun capitolo che si svolge in Italia. La storia era ambientata in una città toscana, perché è una terra antica, ricca di civiltà. Lì abita una famiglia di vampiri, i Volturi. Pensavo ad un luogo fittizio e immaginario, poi ho controllato sulla mappa e ho letto Volterra! Sono corsa sul sito della città e m'è preso un colpo: la piazza con la torre dell’orologio (appunto Piazza dei Priori, ndr) di cui avevo scritto si era materializzata!È stato allora che ho intitolato quel capitolo “Volterra” e ho deciso di presentare il libro in questa città». Ed è stato allora che anche la storia di Volterra ha iniziato a cambiare. Daquel giorno il binomio è diventato indissolubile. A decine di migliaia hannogià ritirato lamappache prevede la «camminata» nei luoghi deivampiri. Solo tra ieri e l'altro ieri in oltre 500 hanno ripercorso nella realtà quanto inventato dalla Meyer.Unpercorso impreziosito, nell'occasione, dalla compagnia delle «voci» del film. Giacché perdue giorni i fan hannotrascorso il loro tempo con Stefano Crescentini, David Chevalier e Ilaria Latini, doppiatori italiani di Edward, Jacob e Alice. Cui i «twilighter» hanno rivolto domande e richieste, come una teenager dai capelli ricci e biondissimi che ha strappato a Crescentini il raro privilegio di una suoneria del cellulare personalizzata con la sensuale voce del vampiro più amato del mondo che recita: «C'è Edward Cullen che ti chiama, per favore rispondi ». Senza dimenticare che «Waiting for New moon» ha regalato a circa 200 fan stipati nel Cinema Centrale 20 minuti di anteprima con alcune tra le principali scene del nuovo film.

DAL FRIULI ALLA PUGLIA
Per partecipare sono arrivati da tutta Italia, dal Friuli alla Puglia. Come Anna e Carlo, coi figli Daniele, Roberto e Simona, giunti direttamente da Cerignola. «È vero che la saga appassiona soprattutto gli adolescenti – racconta Alessandra, che gestisce il portale twilightitalia.com – ma tra i 16mila contatti al giorno sono tantissimi anche gli over 30 o 40. Tra i nostri iscritti ci sono addirittura sessantenni». E se la trasposizione tra fantasia e realtà non sempre è fedele (in piazza dei Priori non c'è la fontana narrata nel libro e di cui tutti chiedono) è vero anche che il fenomeno New Moon ha permesso a Volterra di riscoprire luoghi nascosti e quasi dimenticati. Come Vicolo Mazzoni, buia stradicciola laterale alla piazza diventata vera e propria mèta di pellegrinaggio per i «twilighter» perché lì giace il tombino che la narrazione vuole accesso dei vampiri ai sotterranei popolati dai perfidi Volturi. Cemento grezzo che i mesi trascorsi hanno colorato di scritte adolescenziali dedicate ad Edward e Bella (of course) e trasformato in «must» fotografico. «In un annodi crisicomequesto – ammettePaolo Paterni, presidente del Comitato Eventi appositammente creato – siamo riusciti a resistere proprio grazie a questo fenomeno. Però ci teniamo alla nostra identità, non vogliamo trasformare Volterra in una Disneyland dei vampiri ». Ed una delle sorprese più belle legate al film per i volterrani è stata proprio la scoperta di un nuovo tipo di target turistico: adolescenti timidi ed educati capaci di emozionarsi per una passeggiata lungo le mura di pietra, apprezzare menu vampireschi a base di carne al sangue e addirittura di sognare amori appassionati nello stretto (eunpo' squallido) vicolo Mazzoni. Ad un nuovo pubblico ha naturalmente fatto ecounnuovo merchandising, con magliette che recitano «Edward+Bella forever», «I love Volterra » scritto in rosso sangue e mele di alabastro (con la pietra simbolo della città che sposa il frutto simbolo della saga) in vendita in tutte le botteghe artigiane. In attesa di mercoledì e della prima nel piccolo cinema che già si annuncia esaurito e promette che vedere New Moon qui avrà tutto un altro sapore.

16 novembre 2009
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