Taslima Nasrim: «Solo i fanatici hanno paura della parola giustizia»

di Sara Ventronitutti gli articoli dell'autore

Scrittrice e intellettuale bengalese,medico e attivista per i diritti delle donne, da anni Taslima Nasrin è costretta a vivere in esilio tra Europa, India e Stati Uniti. I suoi libri e i suoi articoli hanno infatti scatenato l’ira dei fondamentalisti islamici, che si sono accaniti su di lei con due fatwe e ripetute minacce di morte. L’hanno costretta a lasciare il suo lavoro (era ginecologa e anestesista), hanno bandito i suoi libri, le è stato ritirato il passaporto. Ma la Nasrin ha continuato a dare voce alle proprie idee e dal 2002 ha iniziato a pubblicare la sua autobiografia - un ritratto della donna nella società bengalese, oggi in cinque volumi. La sua carriera letteraria inizia con la poesia (una dozzina di raccolte, tra il 1986 e il 1993) dove affronta il tema dell’oppressione femminile. Dagli anni Novanta si dedica anche alla prosa, ma sarà il suo romanzo Lajja («Vergogna», Mondadori 1996), racconto delle persecuzioni di una famiglia indù da parte della maggioranza musulmana, a farla conoscere in tutto il mondo. Con oltre trenta libri all’attivo, tradotta in più di venti lingue, la Nasrin ha ricevuto numerosi riconoscimenti, come il Premio Sacharov per la libertà di pensiero. Il 6 ottobre sarà in Italia per tenere una lectio magistralis all’Università di Udine e per incontrare i lettori all’interno dei festival «Udine traduce» e «Absolute young poetry» (www.absolutepoetry. org).

I fondamentalisti hanno messo una taglia di cinquecentomila rupie sulla tua testa. Eppure tu non hai armi nucleari né pozzi di petrolio. Hai solo le tue parole. Da cosa si sentono minacciati?

«I fondamentalisti credono di essere soldati di Dio e di avere il diritto di uccidere chiunque si opponga all’Islam. E infatti il Corano dice che non bisogna tollerare chi sfida l’Islam. Io non li condanno. Sono veri seguaci di Allah e del Corano, il loro Libro Sacro. Loro non credono nei diritti e nella libertà delle donne. A loro non è richiesto d’interessarsi ai diritti umani e alla libertà d’espressione. Non accettano la libertà individuale e la pluralità di pensiero. Nella storia, nessun fondamentalismo di nessuna religione accetta la voce decisa di chi si oppone all’oppressione delle donne. Nel mondo giudaico-cristiano, un codice civile basato sull’uguaglianza e sulla separazione tra stato e religione ha dato alle donne il diritto di viverecome esseri umani.Manei paesi musulmani, per la presenza di leggi religiose e la mancanzadi una formazione laica, le donne hanno sofferto ogni sorta di discriminazione. I misogini, i fanatici, gli oscurantisti hanno paura delle parole uguaglianza e giustizia. Le parole possono essere più potenti delle spade. Le parole possono cambiare il mondo. Le mie parole, che hanno cercato di risvegliare la coscienza, hanno funzionato bene. Molte donne hanno inziato a svegliarsi. Questo li rende così furiosi da attaccarmi e da chiedere la mia impiccagione».˘

I tuoi libri e la tua vita testimoniano l’oppressione del fondamentalismo e l’umiliazione della donna nel tuo paese. Per quale motivo le donne, in Bangladesh e altrove, non si fanno sentire?

«Centinaia di migliaia di donne nel subcontinente indiano non accettano la cultura che discrimina le donne. Ma non tutte hanno il coraggio di parlare. Sanno cosa mi è successo. Sono stata forzata a lasciare il mio paese e da allora sono costretta a una vita nomade in Occidente. Ogni giorno rischio la mia vita – il che non è proprio quel tipo di vita che la maggior parte delle persone vorrebbe vivere».

Una volta hai detto che le religioni sono favole inventate dagli uomini, tutte basate su una presunta inferiorità della donna. Eppure in molti paesi gli uomini stabiliscono il valore della donna e norme di condotta dentro e fuori la famiglia. Da dove viene questo potere, visto che non viene da Dio?
«Gli uomini usano le religioni fatte dagli uomini per annullare le donne. Usano le armi per mostrare la loro forza. Hanno giocato il ruolo dei padroni per molto tempo. Ma le donne hanno provato che quando hanno l’opportunità di mostrare le loro abilità, possono essere potenti come gli uomini, se non di più. Gli uomini hanno cospirato perché le donne fossero sottomesse. Il problema è che alle donne per secoli è stato insegnato che sono schiave degli uomini. Molte donne sono contro i diritti delle donne e, sorprendententemente, molti uomini sono per l’emancipazione della donna. Per continuare la nostra battaglia abbiamo bisogno sia di uomini che di donne che credono nell’uguaglianza. I diritti delle donne sono diritti umani. Ed è nostro dovere di esseri umani mettere fine a questa lunga discriminazione di genere contro metà della popolazione umana».

Potresti concepire la letteratura fuori dall’impegno? C’è qualche autore o persona che t’ha cambiato la vita?
«Qualsiasi cosa accada, io non me ne starò mai in silenzio. È perché scrivo che ho perso il mio paese, la mia casa, la mia famiglia e i miei amici. Se rinuncio, hanno vinto i fondamentalisti. I miei lettori vogliono leggere i miei libri, e come scrittrice socialmente impegnata sento la responsabilità morale di cambiare la società per il meglio. Nessun autore o persona ha cambiato la mia vita. Le donne comuni che lottano per sopravvivere mi hanno dato il coraggio per tenermi in piedi e fronteggiare tutti i rischi ».

Di cosa parlerai all’Università di Udine?

«L’argomento sarà il problema della traduzione.Nonsono un’accademica. Parlerò semplicemente delle mie esperienze. Descriverò come la mia voce e le mie emozioni siano andate lost in translation, perse nella traduzione».

06 ottobre 2009
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