Abba, ucciso per una scatola di biscotti
Abdul Salam Guibre, Abba per tutti gli amici, è stato ucciso a Milano il 14 settembre dell'anno scorso in via Zuretti, non lontano dalla Stazione Centrale, a colpi di spranga. I due autori dell'omicidio, condannati oggi a 15 anni e 4 mesi, sono Fausto e Daniele Cristofoli, padre e figlio di 51 e 31 anni, che sono stati fermati dalla Questura di Milano poco dopo la morte del ragazzo che aveva 19 anni. Abba era originario del Burkina Faso e aveva la cittadinanza italiana.
Dopo aver passato la notte precedente all'omicidio girovagando per alcuni bar di Milano, secondo la ricostruzione degli inquirenti, Abba e e due suoi amici, anche loro di colore, si sono fermati di prima mattina al chiosco mobile gestito dai Cristofoli e avrebbero rubato alcune confezioni di biscotti. Padre e f figlio Cristofoli quando si sono accorti del furto hanno inseguito i tre ragazzi ed è nata una lite con Abba che è stato colpito alla testa da una spranga di ferro. Nel corso della lite i due uomini hanno insultato i ragazzi definendoli 'negri di merdà. Il ragazzo, in coma, è stato subito trasportato al Fatebenefratelli dove è stato dichiarato morto attorno alle 13.30.
L'uccisione di Abba provocato momenti di tensione a Milano, in particolare il 20 settembre dell'anno scorso quando una manifestazione antirazzista convocata per ricordare il ragazzo originario del Burkina Faso è degenarata con un gruppo di manifestanti che si è diretto proprio verso via Zuretti dove si trova il bar 'Shining' di proprietà degli autori dell'omicidio. La rabbia che è esplosa negli slogan per chiedere «giustizia» e per ricordare «che non siamo animali», e «che la vita di un ragazzo non vale un pacco di biscotti.
«Quello che è successo - ha detto la sorella del 19enne - è drammatico. Nessuno può sentire il dolore che ho dentro. Spero si smetta con il razzismo, perchè per avere un Paese bello bisogna vivere insieme».



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