Il pm: 'Ci sono precise omissioni'

di Francesco Sangermanotutti gli articoli dell'autore

Dall'inviato a Viareggio

Una «boccona» arrugginita e incrinata. Già in procinto di rompersi. Nascosta laddove si salda con l’asse tra le due ruote a garantire la stabilità del vagone. La «boccona» è un pezzetto minuscolo in rapporto a un convoglio merci. Eppure è proprio quel pezzetto difettoso che sarebbe la causa dell’immane disastro di Viareggio. Un «dettaglio» non visibile a occhio nudo. Ma che lo sarebbe stato se lì, su quel pezzo, fossero stati effettuati i controlli coi raggi infrarossi in dotazione a chi si occupa di manutenzione. «È come se una persona avesse un osso incrinato – spiegano negli ambienti delle Ferrovie cercando di ricostruire l’accaduto – A occhio nudo non si vede, con una radiografia si. E se sai di avere un osso incrinato o ti operi o non fai troppi sforzi. Dalla prima analisi che abbiamo fatto si vede la frattura netta nel ferro causa del disastro e la parte antecedente di quel pezzo arrugginita e incrinata».

In quelle condizioni il convoglio è partito da Trecate (Novara) diretto a Caserta. Col suo carico di 14 vagoni tutti contenenti Gpl. A 35 metri cubi ciascuno fanno 490mila litri di gas. Nella immane tragedia, vien da pensare che fortuna abbia voluto che solo da uno dei vagoni che si sono ribaltati (4 in tutto, altri 3 sono rimasti in piedi anche se fuori dai binari, gli ultimi 7 sono rimasti sulle rotaie) sia uscito il liquido.

Ci sono normeeuropee che regolano il trasporto merci su rotaie. «Per cui, come per un automobile, un veicolo omologato in un paese Ue può tranquillamente girare all’interno di tutti gli stati membri - spiegano da Ferrovie – Noi abbiamo fornito solo il locomotore». I controlli, di conseguenza, sono responsabilità della società proprietaria. Il vagone incriminato appartiene alla Gatx, società statunitense con sede a Vienna, ed è stato omologato in Germania. E sebbene Werner Mitteregger, numero due della società, esprima forte scetticismo sull’ipotesi del danno strutturale al vagone, gli inquirenti sembrano non avere dubbio. Disastro ferroviario, omicidio colposo plurimo e incendio colposo sono le ipotesi di reato per le quali la procura di Lucca sta indagando mentre Trenitalia e Rfi hanno annunciato l’apertura di due inchieste interne così come il ministro dei Trasporti Altero Matteoli che ha nominato un’apposita commissione,

«E se non ci sono state carenze nella manutenzione vuol dire che le norme europee non sono sufficienti e vanno riviste» s’affrettano a dire in coro i ministri Maroni e Matteoli. Una nuova direttiva europea sulla sicurezza, modificata e approvata nel dicembre scorso ma non ancora entrata in vigore, prevede per tutti i vagoni ferroviari l’individuazione di una «entità» responsabile della manutenzione e la sua certificazione fatta da un organismo ad hoc.
Ma entrerà in vigore solo nel 2010. E quella attuale prevede soltanto revisioni ogni 6 anni. Secondo i primi controlli i vagoni dell’incidente avrebbero dovuto essere revisionati a fine anno. «I nostri vagoni sono nuovissimi – insiste Mitteregger - sono stati costruiti tra il 2003 e il 2006 e sottoposti a tutti i controlli incrociati necessari e alla manutenzione». Che, però, non sono riusciti a identificare quella fusella arrugginita e incrinata.

La professione d’innocenza della ditta americana non convince. «L’incidente non è frutto del caso, ma di precise azioni od omissioni che saranno attentamente vagliate e correttamente individuate» tuona il procuratore generale della Toscana Beniamino Deidda dopo aver parlato a lungo col procuratore di Lucca Aldo Cicala che coordina l’inchiesta col sostituto Giuseppe Amodeo. Deidda ha quindi confermato che al momento l’accusa è contro ignoti e non vi sono indagati e che, tra gli atti disposti subito dalla procura di Lucca, c’è stato il sequestro del convoglio interessato dall’incidente.
Ma le accuse non finiscono. Il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Firenze, Giuseppe Romano, ricorda infatti l’altro incidente verificatosi in Toscana circa una settimana fa. Anche in quel caso un merci deragliò con una cisterna contenente acido fluoridrico che, fortunatamente, resistette all’urto. «Se in una settimana accadono due incidenti simili è chiaro che serve una riflessione profonda. Qualcosa, evidentemente, non funziona».

01 luglio 2009
  • Condividi su:Condividi su: 
  •  Facebook
  •  Twitter
  •  Myspace
  •  Google
  •  Delicious
  •  Digg
  •  Linkedin
  •  Reddit
  •  Ok Notizie
  •  Blinklist
  •  Zic Zac
  •  Technorati
  •  Live
  •  Yahoo
  •  Segnalo
  •  Up News
--------------------------------------------------------------------------------------------------------