Franceschini si candida alla guida del Pd
GUARDA IL VIDEO
"No al ritorno indietro, al tempo delle appartenenze, no alla vecchia nomenklatura, bisogna guardare avanti". Dopo Bersani anche Dario Franceschini scende in campo e apre ufficialmente la stagione congressuale. La decisione era nell'aria, ha sorpreso la nettezza del messaggio. Franceschini attacca chi porta litigiosità nel partito, afferma di non volerlo lasciare a chi guarda all'indietro, rischiando di snaturare il progetto. Annuncia, soprattutto, che non vuole accordi di palazzo, lui parlerà alla base del partito e se avrà il consenso guiderà il partito con una squadra rinnovata. Il richiamo al passato non piace ai dalemiani, come si vede dalle reazioni di Latorre e Pollastrini. Bersani rinvia i commenti al primo luglio quando spiegherà in una manifestazione perchè si candida. Lo stesso Bersani, D'Alema, Enrico Letta e Rosy Bindi si sono visti ieri in una lunga riunione dopo il video-messaggio del Franceschini.
''Avevo detto che il mio lavoro finiva a ottobre - ricorda il segretario nel suo messaggio - oggi potrei dire missione compiuta, abbiamo arginato la destra e dato futuro al progetto del Pd...pensavo di passare il testimone alle giovani generazioni...però ho visto riemergere negli ultimi giorni protagonismi e litigi" e allora, dice Franceschini, non mi sento di tradire i giovani e chi ha creduto nel partito nuovo. "Mi candido per non tradirli, per il futuro, per non tornare indietro... a quelli che c'erano prima, molto prima di me''.
In polemica esplicita con alcuni pezzi grossi del partito, Franceschini spiega: "Non farò nessun accordo di palazzo, nessuno scambio di incarichi tra big nazionali, nessun patto, non ci sarà nessuna garanzia per nessuno". "La mia proposta programmatica e organizzativa sarà offerta direttamente alla base, agli iscritti e elettori, a chi vorrà venire a scegliere il segretario nazionale direttamente alle primarie di ottobre".
Franceschini promette che ascolterà "chi ha avuto incarichi di governo", ma - dice - "investirò su una nuova squadra di donne e uomini, cresciuti nella militanza e nel buon governo del territorio, sindaci, amministratori, segretari locali, associazionismo, fuori da ogni vecchio schema, da ogni superata appartenenza". Quanto alle prospettive politiche, il segretario del Pd parla di costruzione di una "nuova alleanza", versione intermedia tra la vocazione maggioritaria veltroniana e la richiesta di accordi politici con chi è pronto a costruire nel centrosinistra un progetto di governo. Non si tratta solo di battere la destra, "ma di governare in modo efficace".
Conclusione: "Il Pd è nato poco più di un anno e mezzo fa. Quando Berlusconi sarà solo un ricordo triste e lontano, il Pd sarà ancora un partito giovane. Voletegli bene anche quando inciampa, anche quando sbaglia. Per questo, dobbiamo aiutarlo con tutte le nostre forze, con il nostro entusiasmo e passione. Sarà un cammino lungo e difficile ma so che insieme ce la faremo".
Adesso che i due principali concorrenti sono ufficialmente in campo è chiaro quindi che il confronto non sarà affatto di facciata. Saranno in campo due proposte e due progetti forse diversi sul futuro e l'identità del Pd. Però entrambi, assicurano Franceschini e Bersani, parleranno al paese.




Condividi su: 
















