Il 'piombino' Civati: 'Tesseratevi per allargare il cerchio del Pd'

di Mariagrazia Gerinatutti gli articoli dell'autore

«Che ci fosse bisogno di un dottore per il Pd l'abbiamo sostenuto spesso, non sapevamo che non fosse una metafora», scherza Giuseppe Civati, di ritorno dall’Ospedale di Valpolicella, dove Marino ha appena messo a fuoco con i «piombini» gli ultimi dettagli. Mai vista una candidatura tessuta nella corsia di un ospedale.

È la novità che invocavate?
«I piombini credono di sì, Marino è una figura straordinaria con cui costruire quella terza via di cui abbiamo parlato a Torino, anche con Chiamparino, che poi si è defilato».

Con Chiamparino vi siete sentiti?
«Ci siamo sentiti, ci sentiremo per parlare di questa candidatura».

Pensate di convincere quelli che guardavano a lui?
«Con Marino ci siamo incontrati in un ospedale di provincia del Nord. Mi sembra già un indizio. Vogliamo partire dal territorio, risollevare questo partito dal basso».

Ma un chirurgo-outsider per segretario sembra credibile?
«No, è una cosa che rompe uno schema consolidato, che sia solo un uomo “politico da sempre” a interpretare quel ruolo. Ma, reinterpretando Weber, la professione può diventare politica».

Già ma come farete a spezzare il bipolarismo Franceschini-Bersani che soffoca anche i circoli?
«Io non credo che i circoli siano così schierati. Dalle mie parti tra gli iscritti ci sono tantissimi nuovi democratici e poi crediamo di poter parlare anche a chi viene dai Ds e dalla Margherita. Noi siamo un pezzo di questo partito e vogliamo farlo funzionare, io sono consigliere regionale in Lombardia. Ci rivolgiamo a tutti quelli che hanno in testa un Pd e un paese aperto, iscritti e non, a cui chiederemo di tesserarsi per allargare il cerchio il più possibile. Una campagna di adesione e di dibattito - la nostra è una proposta in progress - che culminerà l’11 luglio, probabilmente a Palermo. Siamo partiti dal Lingotto, ma il Sud è una nostra preoccupazione politica».

S’è visto un pressing fortissimo. A chi fa paura Marino?
«Non deve fare paura a nessuno, aiuterà il dibattito. Ho letto Marini che dice cose inquietanti, io credo che nel Pd si può candidare chiunque: un giovane, un medico. Parliamo di cose. Se a qualcuno spaventa il profilo laico benché cattolico di Marino forse ha frainteso il progetto del Pd».

La laicità non basta, dice la Serracchiani.
«Anche per noi è così. I nostri temi sono anche ricerca, lavoro, precariato, multiculturalità, ambiente. E lo dico agli ecodem in cerca di una terza via».

Nessun rimpianto di non correre in prima persona?
«Tantissime persone me lo hanno chiesto ma io non sono mai stato candidato, spero di esser più utile a tutti in un ruolo diverso».


04 luglio 2009
  • Condividi su:Condividi su: 
  •  Facebook
  •  Twitter
  •  Myspace
  •  Google
  •  Delicious
  •  Digg
  •  Linkedin
  •  Reddit
  •  Ok Notizie
  •  Blinklist
  •  Zic Zac
  •  Technorati
  •  Live
  •  Yahoo
  •  Segnalo
  •  Up News
--------------------------------------------------------------------------------------------------------