Sony, l'Alta Definizione per la leadership dell'elettronica

di Marco Ventimigliatutti gli articoli dell'autore

Nell’improbabile ipotesi che esista persona adulta ignara del marchio Sony, beh, gli sarebbe sufficiente un’occhiata alle vetrine, poste al pian terreno della grande sede nel milanese, per farsi un’idea. Tv, videocamere, macchine fotografiche, proiettori, registratori, blu-ray, console, notebook, registratori, cuffie... In pratica non esiste nulla nel campo dell’audio, delle immagini e del video che il colosso giapponese non realizzi. «Abbiamo vissuto momenti difficili, ma non è mai venuta meno la nostra vocazione all’innovazione ed allo sviluppo dei prodotti»: a parlare è Gildas Pelliet, il gioviale manager francese che da tre anni guida la filiale Sony presente in Italia. «Un periodo difficile - spiega - perché in poco tempo si sono sommate varie cose. Con l’arrivo di Sir Howard Stringer alla testa dell’azienda è stato avviato un grande processo di riorganizzazione che però è andato ad incrociarsi con la recessione mondiale. In più, nel corso del 2009 i conti di Sony hanno risentito della rivalutazione dello yen che ha influito sulla dinamica dei prezzi ed ha reso meno significativi i ricavi provenienti dall’estero. Un fenomeno che ci ha particolarmente penalizzato nei confronti della concorrenza coreana (Samsung e LG, ndr)».

In cosa consiste la riorganizzazione?
«Negli ultimi anni, caratterizzati da una forte convergenza dei prodotti digitali, è emersa sempre più la necessità di coordinare maggiormente le molteplici attività della nostra azienda. Da qui l’accorpamento in due grandi settori, da un lato tutto ciò che ruota intorno ai videogiochi e l’informatica, dall’altro gli apparecchi più tradizionali dell’elettronica di consumo. Un diverso approccio riflesso anche dal nostro nuovo slogan, "make.believe", che pone l’accento su quel che si può fare con i nostri prodotti più che sulle loro caratteristiche tecniche».

Una cosa appare intatta: la percezione di qualità dei prodotti Sony da parte degli utenti, che poi giustifica anche lo spendere qualche euro di più.
«Sul primo concetto sono d’accordo, sul secondo occorre invece cautela. La concorrenza serrata nel nostro settore impone la massima attenzione sui prezzi. Non esistono più rendite di posizione che portano le persone ad acquistare comunque prodotti di una certa marca».

E in Italia come vanno le cose per Sony?
«L’anno da poco concluso è andato meglio del previsto, anche perché i consumi nell’elettronica avevano cominciato a contrarsi in anticipo rispetto ad altre nazioni europee, scontando un’importante parte della crisi già nel 2008. Certo, l’analisi è molto differenziata a seconda delle categorie di prodotto. Negli ultimi mesi sono andate bene le vendite di televisori, merito soprattutto dello switch off, e quelle dei computer, mentre gli altri settori hanno sofferto».

Pc e televisori, non è poi così male...
«Sì, però senza sorridere troppo perché il mercato italiano è differente rispetto agli altri grandi paesi europei. Qui sono diffusi soprattutto i televisori medio-piccoli, dai 32 pollici in giù, per i quali i ricavi complessivi sono meno significativi rispetto alla vendita degli apparecchi con display più grande. Ma proprio questo fatto, unito alla ancor scarsa penetrazione dell’Alta Definizione, con i display Full HD che rappresentano solo il 10% del totale, mi fa essere ottimista per il futuro».

Ecco, l’Alta Definizione è da qualche anno un vostro cavallo di battaglia.
«Lo è perché siamo l’unica azienda ad avere al suo interno tutta la "filiera" dell’Alta Definizione. Televisori, proiettori, videocamere, la PlayStation3 che è il lettore Blu-ray di gran lunga più diffuso nel mondo, ed ancora pc, videogiochi ed i film di Sony Pictures: la lista dei nostri prodotti che generano e riproducono immagini Full HD è veramente lunga. Senza dimenticare una cosa altrettanto importante...».

Vale a dire?
«Molte delle nostre innovazioni, nell’Alta Definizione così come in altre tecnologie, derivano dalla nostra attività nel settore professionale. Faccio un esempio: in queste settimane il film Avatar è sulla bocca di tutti. Beh, non molti sanno che per realizzarlo James Cameron ha creato un sistema di ripresa 3D, il “Fusion Camera System”, sviluppato insieme con Sony. Ed ancora, le riprese tridimensionali delle partite nei prossimi mondiali di calcio verranno realizzate con nostre apparecchiature».

Punterete anche sul 3D domestico?
«Sicuramente, anche perché grazie ad un prossimo aggiornamento la PS3 diverrà compatibile con il nuovo formato Blu-ray 3D e già in estate arriveranno i nostri televisori per la visione tridimensionale. E sappiamo già quale sarà il primo titolo 3D Sony per il mercato dell’home video: “Piovono polpette”».

Un’altra tendenza forte del mercato è quella della fruizione multimediale attraverso il Web.
«Ne siamo convinti e non a caso stiamo continuamente potenziando il PlayStation Network. L’idea è farlo divenire non solo un grande serbatoio di contenuti e servizi Web per la console, ma anche a disposizione di tanti altri apparecchi Sony sempre connessi ad Internet».

08 febbraio 2010
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