La nostra civiltà la loro libertà
di Marta Meotutti gli articoli dell'autoreLa fine dell’incubo del matrimonio combinato per Almas Mahmood è da considerare un successo e un monito perché purtroppo nel nostro Paese casi come questo sono solo la punta di un iceberg di realtà fatte di soprusi e violenze ai danni delle giovani e dei giovani figli di immigrati che, cresciuti nel nostro Paese, chiedono semplicemente di vivere una vita normale come un qualsiasi loro coetaneo.
Oggi sono contenta per Almas, ma scrivo queste righe soprattutto per Saana e per Hina e per le tante e i tanti giovani che purtroppo non ce l’hanno fatta, che hanno subito e continuano a subire. Scrivo queste righe per queste giovani donne e per chi vive in solitudine il peso del passaggio culturale che l’integrazione porta con sé perché credo che in nome delle grandi battaglie di civiltà di cui le nostre tradizioni politiche possono fregiarsi sia importantissimo che oggi il tema della libertà, della scelta, del rispetto dell’individuo, siano questioni che attraverso l’immigrazione tornano ad essere prepotentemente attuali.
Matrimoni combinati, delitti d’onore e segregazioni, sono cose che fortunatamente non appartengono più alla nostra “cultura” ma che tuttavia ci riguardano molto da vicino.
Casi come questi ci riportano prepotentemente ad una questione su cui si gioca un grande e grave interrogativo: siamo in grado di sostenere che, pur nel rispetto delle tradizioni, esistono leggi ed esiste un valore, quello della libertà individuale, per il quale siamo disposti a batterci? Siamo in grado di dire che noi democratici siamo portatori di un’idea di libertà che non si ferma sulla soglia delle tradizioni nostre ed altrui, sulla soglia delle case e delle comunità che vivono nel nostro Paese? Possiamo affermare che questi sono valori che difendiamo senza esitazioni, perché ci siamo liberati dai lacci di una subalternità culturale che per un certo periodo è stata pervasiva nella nostra riflessione politica che ha erroneamente prevalso sui nostri valori, prepolitici, di esseri umani? Siamo in grado, solo per fare un esempio, di non lasciare al silenzio o alla destra il tema delle più di 4000 donne che in Veneto, la mia regione, hanno subito mutilazioni sessuali?
Se deve esistere un luogo della politica italiana dove la crescita sana, serena e libera deve diventare un valore condiviso da tutti, credo che quello non possa che essere il Partito Democratico. Facciamo dunque di queste questioni una battaglia che ci veda uniti di fronte al Paese nell’affermare che la nostra civiltà oggi si misura anche attraverso la libertà che riusciamo a garantire alle giovani e ai giovani nuovi italiani.



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