In Campania azzeriamo tutte le tessere

di Andrea Cozzolinotutti gli articoli dell'autore

È sempre più chiaro che nel Sud la battaglia per rendere le amministrazioni e le istituzioni più moderne e trasparenti si è progressivamente affievolita e che le alleanze politiche che avevamo costruito per governare hanno mostrato limiti pesanti. Nonostante questo, in alcuni settori, è stato possibile riformare. In Campania, ad esempio, siamo riusciti ad organizzare, tra mille tentativi di boicottaggio, il primo concorso pubblico nella storia della Regione e a portare gli incentivi alle imprese da 55 a 5, con regole più semplici e trasparenti.
Su altri fronti, la sanità in primis, i partiti hanno occupato le amministrazioni per organizzare il consenso, raggiungendo, in certi casi, un controllo totale, scientifico.
Oltre ai limiti dei governi locali, ha pesato l'assenza del partito nazionale e la solitudine di tanti amministratori davanti a battaglie cruciali. Si pensi solo ai rifiuti, all'ambiguità con cui a Roma per anni si è evitato di prendere una posizione chiara sui termovalorizzatori. Ora siamo chiamati a ritrovare la strada per innovare e per rilanciare l’Italia proprio a partire dal Sud. È una scelta urgente e il rincorrersi delle inchieste e il gravissimo episodio di Castellammare devono spingerci subito ad una svolta. Il Mezzogiorno ha bisogno di un vero partito popolare, radicato e attivo, con una dirigenza nazionale e locale capace di muoversi nel vivo della società, distinguendo i militanti, i lavoratori, gli amministratori onesti dagli infiltrati dei nostri nemici di sempre, cioè la camorra e la criminalità organizzata. In questo senso è utile riconoscere che le anomalie nel tesseramento e questa nuova vulnerabilità verso tentativi di «scalata» illeciti sono anche il risultato di mesi e mesi di gestione «liquida» che, unita all' ansia di negare ogni scelta compiuta in passato, hanno provocato gravi lacerazioni ed esposto il Pd a pericoli rispetto ai quali non è possibile abbassare la guardia neanche per un secondo. Innovare oggi significa dunque costruire un partito aperto ma coeso, forte di tante «antenne» che, nel confronto democratico, vigilino sull’etica e sulla qualità delle scelte, sbarrando la strada ai nostri veri nemici.
Se questo è l'obiettivo, dopo le primarie, azzeriamo le tessere campane rinnovando il patto di fiducia con i cittadini. Chiediamo ai militanti di riconfermare la loro adesione al progetto, aprendolo anche a tanti giovani impegnati nell'associazionismo e nel volontariato che spesso non sono riusciti neanche ad avvicinarsi ai circoli. Poi, forti di questa partecipazione e dell'impulso di una nuova segreteria, lavoriamo con passione a una proposta di governo credibile per le regionali. È tempo di passare dagli allarmi alle scelte.

26 ottobre 2009
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