Omicidi bianchi, la strage senza fine Facchino muore a Napoli, altra vittima a Bologna
La strage degli omicidi bianchi continua. Stanotte un addetto al facchinaggio è morto per le ferite riportate cadendo da una scala mentre sistemava merci in un magazziono all'interno del Cis, centro commerciale all'ingropsso a Nola, nel napoletano. Il fatto è accaduto nel magazzino di stoccaggio merci di proprietà di una ditta di spedizioni internazionali e logistica.
Salvatore Taurasi, 47 anni, dipendente di una cooperativa con sede legale al Centro direzionale di Napoli che si occupa di facchinaggio per conto terzi, è caduto mentre stava sistemando, senza alcuna protezione, degli imballaggi su una scaffalatura posta a circa 3,5 metri di altezza. Ancora da accertare le cause per cui ha perso l'equilibrio, cadendo di schiena al suolo. Trasportato subito all'ospedale di Nola, per la gravità delle lesioni riportate è stato trasferito con eliambulanza all'ospedale
partenopeo «Cardarelli», dove all'una e mezza di questa mattina è deceduto.
Un'altra vittima ieri nel bolognese: un operaio marocchiono di 34 anni, regolarmente residente a Gaggio Montano, nel Bolognse, è morto per un infortunio mentre stava lavorando in un cantiere edile di Baricella, in provincia di Bologna. L'operaio, secondo una prima ricostruzione, stava lavorando vicino a un mezzo per il movimento terra adibito nell'occasione per il getto di un modesto quantitativo di calcestruzzo. Il bobcat era guidato da un altro operaio. Forse a causa della pendenza del terreno, il macchinario si è ribaltato e ha schiacciato il corpo del marocchino.



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