Obama: «Non esiste l'America senza la critica dei giornali»
«Cosa farò nei miei prossimi cento giorni? Sto seriamente considerando di perdere la calma...»: questa una delle tante battute che il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha fatto ieri sera nel corso della tradizionale cena della Casa Bianca con i corrispondenti. Al di là delle battute, una importante sottolineatura sul ruolo della stampa, con toni molto diversi da quelli usati alle nostre latitudini.
«So che sono tempi difficili per molti di voi, che ci sono grandi giornalisti che stanno perdendo il lavoro a causa delle difficoltà del settore - ha detto Obama -. Sono tempi di rinnovamento tecnologico, di cambiamento. Ma ci tengo a dire che il vostro servizio è essenziale per la tenuta della democrazia. L'ipotesi di un giorno in cui non vi sia una forte critica nei confronti del governo non è un'opzione contemplata per gli Stati Uniti d'America. Voi - ha aggiunto, tra gli applausi dei tanti giornalisti presenti - a volte peccate di approssimazione. Ma ogni giorno ci aiutate a renderci conto della complessità del mondo in cui viviamo. Questa è una stagione di rinnovamento e di cambiamento. Per questo, sinceramente, vi offro il mio ringraziamento e il mio supporto».



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