Posti a sedere ai milanesi doc

Due vagoni per le donne e un posto di riguardo ai milanesi doc. Matteo Salvini, deputato della Lega Nord e leader milanese del partito di Umberto Bossi, la butta lì: a metà - specifica poi, quando monta la polemica - tra il serio e la provocazione. «Chiederemo formalmente al presidente della Metropolitana Milanese che i primi due vagoni dei convogli siano riservati alle donne, giovani o anziane, italiane o straniere. Questo perchè ci sono state centinaia di denuncia per molestie e per disturbo». «C’è poi - aggiunge - una minoranza che si comporta bene e che paga il biglietto, quella minoranza è rappresentata dai milanesi. È evidente che dobbiamo avere un occhio di riguardo per loro. La mia è una provocazione, ma è chiaro che questa minoranza di persone che si comportano bene deve essere tutelata».
Era il 1955 quando Rosa Parks, sarta in un grande magazzino di Montgomery in Alabama, non cedendo il suo posto ad un bianco fece fare un balzo da gigante alla lotta dei neri d’America contro le discriminazioni razziali. A distanza di oltre 50 anni l’apartheid rispunta alle nostre latitudini dietro il pretesto della sicurezza o dell’equità: lasciare il posto alla gente per bene, quella che paga il biglietto.
«Questa proposta va oltre la fantasia» ha detto Franceschini, ribadendo la giustezza delle sue critiche al ddl sicurezza, da lui paragonato alle leggi razziali del 1938.

07 maggio 2009
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