Veronica verso il divorzio: Berlusconi è malato

«Sappiamo che un uomo di governo va giudicato per ciò che realizza, per i suoi programmi e la qualità delle leggi che contribuisce a creare. Ma la stoffa umana di un leader, il suo stile e i valori di cui riempie concretamente la sua vita non sono indifferenti. Non possono esserlo. Per questo noi continuiamo a coltivare la richiesta di un presidente che con sobrietà sappia essere specchio, il meno deforme, all'anima del Paese».

È quanto scrive L'Avvenire, in merito al divorzio Berlusconi-Lario, in un editoriale dai toni preoccupati perchè «la politica e lo spettacolo, in un abbraccio mortifero, hanno dato nell'occasione il
peggio di sè». Premettendo che «a nessuno è lecito usare i disastri altrui come arma politica e a nessuno dovrebbe essere concesso di sguazzare là dove sono in gioco i sentimenti delle persone e la vita di una famiglia», l'Avvenire puntualizza che «ciò che farebbe ridere in una puntata del Bagaglino
non può non preoccupare i cittadini che di tanto ciarpame alla fin fine farebbero volentieri a meno».

E ancora: «Non ci è piaciuto quel clima da scambio di "favorini" veri, falsi o presunti tra amici e amiche. E ci ha inquietato lo spargersi, tra alzatine di spalle e sorrisetti irridenti o ammiccanti, di un'altra manciata di sospetti sulle gesta del presidente del Consiglio. Il sospetto per chi gestisce la cosa pubblica può essere persino peggiore della verità più scomoda. e comunque prima o poi, arriva il momento del conto».

04 maggio 2009
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