Brunetta, la «Cuccarini» del governo

Si è definito la Lorella Cuccarini del governo. In sostanza il più amato dagli italiani. Renato Brunetta da Venezia nella sua lotta contro le consulenze, i "privilegi" dei dipendenti pubblici, contro i fannulloni della pubblica amministrazione non conosce pietà. L'elenco degli atti in questi unici mesi di governo è lungo.  L'ex consigliere di Bettino Craxi e Giuliano Amato ha ristretto il regime dei permessi per i parenti dei disabili, ha creato i tornelli per controllare i magistrati nullafacenti, ha ridotto all'osso i contratti a termine. Tutto in base all'idea del rigore, della meritocrazia, dello stacanovismo.

Eppure il ministro che odia  gli sprechi di denaro della pubblica amministrazione ha un curriculum che, per quanto riguarda gli incarichi pubblici, non brilla certo per impegno e presenza. Si prenda come riferimento la sua esperienza nel Parlamento europeo. Siamo nel 1999 e Brunetta è da quattro anni stabilmente in Forza Italia.  A Strasburgo, se avessero applicato la "legge dei tornelli" voluta proprio da Brunetta, si sarebbe appurato come il professore in dieci anni è andato in seduta plenaria poco più di una volta su due. Per la precisione, come ha ricordato un'inchiesta dell'Espresso, la frequenza ha toccato il 57,9 per cento. Con questi standard un impiegato (che non guadagna 12mila euro al mese) potrebbe restare a casa 150 giorni l'anno.

"Lo stesso ministro ha ammesso in due lettere le sue performance: nella legislatura 1999-2004 ha varcato i cancelli solo 166 volte, pari al 53,7 per cento delle sedute totali". Va ricordato che se un parlamentare va sotto il 50,  l'indennità per le spese generali viene dimezzata. Se la partecipazione ai lavori d'aula è bassa, anche in commissione Brunetta si è fatto vedere molto poco.
 
Sul suo sito personale Brunetta ha detto che, da vicepresidente della commissione Industria, tra il 1999 e il 2001 ha partecipato alle riunioni solo la metà delle volte, mentre nel biennio 2002-2003, da membro titolare della delicata commissione per i Problemi economici e monetari, si è fatto vedere una volta su tre. Strasburgo è lontana dall'amata Venezia, ma non si tratta di un problema di distanza. A Ca' Loredan, nel municipio dove è stato consigliere comunale e capo dell'opposizione dal 2000 al 2005, il nemico dei fannulloni detiene il record. Su 208 sedute si è fatto vedere solo in 87 occasioni: quattro presenze su dieci, il peggiore fra tutti i 47 consiglieri veneziani.

23 marzo 2009
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