Napolitano: divulgò i valori del calcio
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, appresa la triste notizia della scomparsa di Candido Cannavò, in un messaggio ha espresso la sua partecipazione al dolore della famiglia e al cordoglio del mondo dell'informazione e del più grande pubblico sportivo, ricordando il giornalista di lungo corso che dalle colonne della Gazzetta dello Sport, di cui è stato per tanti anni direttore, e dalle più diverse tribune mediatiche, ha raccontato con passione e acutamente divulgato i valori di lealtà e di competizione che hanno reso sempre più popolare il gioco del calcio e lo sport italiano.
Mentre la Gazzetta dello Sport, nella homepage del sito, rivolge l'ultimo saluto al suo storico direttore: «Addio direttore, ci manchi già». Sotto una grande foto del giornalista, le foto, il suo ritratto e uno spazio riservato ai lettori in cui lasciare i propri messaggi: tra
questi «da oggi il cielo è anche un po' rosa» e «un mito ci lascia».
Tantissime le manifestazioni di cordoglio. E le parole di tanti sportivi che lo hanno amato. Josefa Idem, canoista italiana, argento alle ultime olimpiadi è una di loro: per lei era un Highlander, uno di quegli uomini che non devono morire mai. Per questo dopo l'abbraccio di Pechino si erano dati appuntamento a Londra. La supermamma della canoa non riesce a consolarsi. «Non ci posso credere, per me era immortale. Ero consapevole che andava verso l'anzianità, ma lo vedevo sempre giovane, così carico di energia, - ricorda commossa l'italo-tedesca - con quella sua voglia di imparare, di andare a fondo. Cose che sembrano smarrite nel giornalismo sempre più fatto da titoloni, affermazioni non verificate e per questo incuranti degli effetti che possono avere sulle persone. Ecco Candido era il contrario, e coniugava alla perfezione le sue capacità linguistiche con lo spessore umano».
Una figura, quella di Cannavò che secondo la Idem incarnava al meglio il senso dello sport, delle sue imprese. Una sorta di olimpionico del giornalismo. Una persona «speciale» per la Idem: «Quando l'ho saputo non ci potevo credere, è una grandissima perdita, per questo ho già nostalgia. Si, già mi manca». Cannavò aveva seguito con «affetto» le imprese con le pagaie, ma anche quelle della vita di tutti i giorni della campionessa della canoa: e da anni si era instaurato un rapporto di «stima reciproca». «Le sue manifestazioni d'affetto le porto con me - racconta cedendo all'emozione - quando ho fatto qualcosa di importante non si è mai tirato indietro: c'era per il documentario sull'anno olimpico del 2004, così come per il mio libro. Mi diceva sempre: 'Josefa sei incredibile'.
Anche il basket si ferma in raccoglimento per ricordare Cannavò. Questa sera ci sarà un minuto di silenzio alle 17.15, nell'apertura della finale di Coppa Italia tra La Fortezza Bologna e Montepaschi Siena, in programma stasera alla Futurshow Station, il palazzo dello sport di Casalecchio di Reno.



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