I genitori di Guidonia: non lasciateci soli
I riflettori si sono spenti, nelle ì pagine dei giornali non si parla più della atroce vicenda che ha stravolto la vita dei loro due figli e da Guidonia sono spariti giornalisti, fotografi e telecamere. Ma la sofferenza è ancora lì, intatta e riaffiora in ogni momento. Adesso hanno paura di essere lasciati soli, di essere abbandonati. Per questo i genitori dei due fidanzati di Guidonia, vicino a Roma, lei stuprata e lui picchiato e chiuso nel bagagliaio dell'auto, hanno preso carta e penna scrivendo una lettera al presidente della Repubblica e al presidente del Consiglio, ma anche ai presidenti delle Camere e al ministro della Giustizia.
Una lettera che risuona come «una estrema richiesta d'aiuto». «Vogliamo solo giustizia e non vorremmo essere abbandonati,
da soli, con il nostro dolore». Comincia cosi l'appello dei genitori dei due fidanzati. «È grande il dolore che ci accompagna da quel maledetto giovedì notte in cui i nostri cuori sono stati spezzati così come la vita dei nostri figli -scrivono- quella notte hanno dovuto subire l'aggressione più vile e vigliacca che esista per un uomo e per la sua donna». «Nostra figlia -scrivono poi i genitori della ragazza nella lettera- ha ancora davanti agli occhi l'immagine di quei mostri che, accanendosi sul suo corpo, ne approfittavano con violenza mentre il suo fidanzato sente ancora le urla e l'impotenza di non poter fermare quella atrocità senza fine».
I genitori dei due fidanzati, sgomenti qualche giorno fa alla notizia che i due fiancheggiatori del branco di romeni abbiano ottenuto gli arresti domiciliari, chiedono «che sia fatta giustizia, che quel che è successo non vada dimenticato». «Vogliamo - aggiungono con disperazione - che le istituzioni prendano provvedimenti affinchè ciò che è accaduto non succeda più. Vogliamo che il Legislatore cambi le leggi perchè questi reati vengano puniti più severamente. Vogliamo -concludono- che chi ha sbagliato abbia una pena esemplare, non vogliamo essere abbandonati». Nella lettera i quattro genitori ripercorrono come in calendario dell'orrore ogni istante «da quella maledetta notte». Una notte «in cui i nostri cuori sono stati spezzati così come la vita dei nostri figli e di chi gli sta vicino. Quella notte doveva essere una come tante, vissuta liberamente con la spensieratezza della loro età, ma questi due giovani ragazzi sono stati brutalmente aggrediti, umiliati, seviziati e privati della loro dignità
Nessun commento inserito.



Condividi su: 















Commenti
