Facebook e la rete: quel serbatoio infinito di scandali e allarmi
di Francesco Costatutti gli articoli dell'autore
Con la scoperta dell'ennesimo gruppo violento o razzista su Facebook – in questo caso si tratta di un gruppo che incitava addirittura a uccidere Vladimir Luxuria – si è riaperto il dibattito a proposito di quella fucina di atrocità che internet e di tutte le brutte cose che ci si possono trovar dentro. Definire “dibattito” un paio di comunicati strombazzati a proposito dell'ennesimo “allarme internet” è probabilmente eccessivo, eppure il mondo dell'informazione non riesce a venir fuori da questo circolo vizioso, e ogni volta che qualcuno scrive una scemenza su internet ricomincia il circo. Partono i comunicati stampa e gli articoli indignati sull'allarme del momento, poi dopo due giorni tutti si sono dimenticati di tutto e nell'arco di un paio di settimane si ricomincia: l'ultima volta erano i fan della mafia, poi sono arrivati gli antisemiti, stavolta l'oggetto dell'indignazione sono quelli che vogliono uccidere Vladimir Luxuria. Senza voler minimamente dare giustificazione alle cretinaggini violente e razziste che un'infinitesimale minoranza di scriteriati riversa su internet, dovremmo forse interrogarci sull'opportunità di sfuggire al riflesso condizionato dell'allarme, dello scandalo e della demonizzazione della rete.
Internet è protagonista delle vite delle persone da abbastanza tempo da permetterci di discuterne e ragionarne con buon senso, senza pretendere che risponda alle stesse logiche cui rispondono altri mezzi di comunicazione. Gli stessi social network, Facebook su tutti, permettono di fare cose che possiamo giudicare più o meno interessanti o divertenti, secondo i gusti (ritrovare i compagni di classe delle elementari o conoscere altre persone sulla base di un'interesse comune), ma che di certo non fanno del male a nessuno. La grandissima maggioranza delle persone che usano Facebook, infatti, lo fa per tenersi in contatto con gli amici (persone che nella maggior parte dei casi conoscono già, nella vita reale), guardare le foto delle vacanze e cose simili; alcuni provano anche a fare cose più edificanti, promuovendo cause nobili e sollecitando adesioni agli appelli più disparati. Lo stesso Barack Obama, giusto per fare il più comune e abusato degli esempi, ha avuto in internet e in Facebook un formidabile alleato, specie nella fase iniziale della sua campagna, quando era ancora un semi-sconosciuto senatore dell'Illinois.
Internet – e Facebook, come sua diretta emanazione – ha il pregio di dare a chiunque la possibilità di esprimere le sue opinioni e il suo pensiero. Fermo restando quei casi sanzionati dalla legge, come l'istigazione alla violenza o l'apologia di reato, dovremmo ricordarci che in qualsiasi paese civile e democratico la libertà di esprimere il proprio pensiero con qualsiasi mezzo è anche libertà di scrivere cretinaggini. Solo che in nessuno di questi paesi le cretinaggini vengono scambiate per notizie. Ci sono persone – pochissime, se consideriamo il totale degli utenti – che usano internet e Facebook come l'ennesimo posto in cui riversare la loro miseria, spesso addirittura mettendo in calce il loro nome e cognome, cosa che su Facebook fanno praticamente tutti, alla faccia dell'alibi dell'anonimato. Nella maggior parte dei casi si tratta di gruppi che raccolgono poche decine di utenti e finiscono per sparire rapidamente, dato che gli stessi gestori di Facebook permettono agli utenti di segnalare gruppi dai contenuti violenti o inopportuni, e questi gruppi vengono solitamente cancellati nel giro di pochi giorni.
Se poi si pensa che lo scriteriato di turno cerchi - e trovi, oggi, grazie alla rete - la visibilità che gli mancava vent'anni fa, quando magari si limitava a scrivere robaccia sui muri, forse bisognerebbe ragionare sull'opportunità di smettere di concederla, questa visibilità. Magari nascerebbe qualche gruppo razzista in meno, se i media smettessero di approfittare di ogni porcheria che trovano in rete per urlare all'allarme internet dipingendolo come la quinta colonna dell'impero del male; di certo smettere di occuparsene ogni due per tre sarebbe cosa buona e giusta. Probabilmente dovremmo iniziare a trattare le scemenze per quello che sono, anche se si trovano su internet: scemenze.
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- la pagliuzza sta sempre nell'occhio altrui
- 01-02-2009 - 18:24:08
Interessante articolo-circolare. Invita a lasciare perdere le scemenze (es. gruppi Facebook pro-mafia), ma per farlo parla degli articoli di giornale che li riprendono, che sono altrettanto scemenze. Pochi si rendono conto del loop bayesiano in cui blogosfera e giornali sono entrati. E' giusto minimizzarlo?
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- 16.
- dibe
- 31-01-2009 - 16:08:04
un interesse si scrive senza apostrofo...
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- 15.
- marghe
- 31-01-2009 - 14:36:02
HAI PIENAMENTE RAGIONE, secondo me, marghe56
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- 14.
- lorenzo
- 31-01-2009 - 14:28:22
facebook mi fa paura.
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- 13.
- marco FI
- 31-01-2009 - 10:54:06
Tanto per cambiare in questo schifo di paese c'è una voglia di dittatura di cui i giornalisti, anche di sinistra, sono fieri araldi. Di questo passo si chiuderanno le autostrade per impedire che qualcuno ci possa guidare ubriaco...capisco la fuga dei cervelli, non solo per motivi di lavoro
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- 12.
- luana
- 31-01-2009 - 08:28:25
Considero Facebook solo un passatempo,sarà anche stupido ma permette a tanta gente di rivedersi dopo tanti anni ed è un ottimo strumento di marketing per diverse iniziative anche culturali. Secondo me si vuole demonizzare internet perchè permette la libera circolazione delle idee e sono sinceramente preoccupata di quello che viene proposto in parlamento. Non sarà l'inizio del regime vero e proprio?
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- 11.
- remo
- 30-01-2009 - 23:46:50
Perché l'Unità non ci racconta di come ha cercato di nascondere e mistificare le parole di Piazza Farnese? Anche voi nel coro eh? Vergogna. Finché la Rete dura le menzogne di Pd-Pdl e Napo-capo ve le ritroverete sempre addosso. E' finita per gli 'house organ' e i giornalisti-zerbino.
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- 10.
- Max
- 30-01-2009 - 19:56:52
Mi spiace, ma c'è già un succulento disegno di legge caldo caldo per censurare internet, e in particolare luoghi di condivisione come Youtube, quindi stiamo molto attenti...
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- 9.
- luca
- 30-01-2009 - 18:44:34
ci risiamo, ogni pretesto è buono per demonizzare la rete. credo sia chiaro che internet rappresenti il diavolo per coloro che non vogliono un libero flusso di informazioni REALI. comunque, a roma, ho visto qualche saracinesca su cui vi era scritto di massacrare i romeni...che si fa, si demonizzano le serrande o si ammette che un idiota è sempre e solo un idiota, indipendentemente che scriva su facebook o da altre parti?
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- 8.
- claudio51
- 30-01-2009 - 18:06:53
Lasciate stare la rete! è l'unico modo per informarsi senza censure o bugie. poi se su facebook c'è qualcuno fuori dalle righe è un rischio che si deve corere.
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- 7.
- geppina
- 30-01-2009 - 18:05:14
se anche questo allarme servisse solo per distogliere i più da reali problemi di vita politica quotidiana?
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- 6.
- Giovanni
- 30-01-2009 - 18:00:47
L'Italia è un paese arretrato, sotto il profilo dell'utilizzo di internet. La penetrazione domestica della banda larga (internet a casa) è addirittura _diminuita_ nell'anno in corso, passando da un deprimente 40% ad un devastante 38% (caso unico in Europa). Ai giornali ed ai media mainstream di questo paese medievale una situazione del genere sta più che bene. Perchè dovrebbero cominciare a parlare in maniera corretta ed in toni equilibrati di un mezzo di comunicazione che nei paesi in cui è più diffuso sta imponendo delle enormi trasformazioni al mondo editoriale tradizionale? Meglio mettere paura, paura, paura. Vecchia e consueta pratica.
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- 5.
- Ari
- 30-01-2009 - 17:43:46
Io sono convinto che anche quando circolavano le prime automobili alcuni dicevano "strumenti diabolici" passeranno presto di moda... certe innovazioni, certi strumenti, si affermano se funzionano bene... feisbuc è un ottimo strumento di comunicazione... per questo ha successo. poi qualhe scemo si trova sempre
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- 4.
- Nina
- 30-01-2009 - 17:30:24
Finalmente un pezzo ragionevole su internet e l'uso di Facebook: sarebbe ora che i giornali la smettessero di demonizzare quelli che sono semplici strumenti che rendono la vita delle persone indiscutibilmente migliore. In quanto a gruppi pro-mafia, pro-strupo e simili: sono fenomeni che con la rete non c'entrano nulla e che coinvolgono i soliti cretini per cui nessuno dovrebbe prendersi la briga di dar seriamente retta. Come nella vita reale.
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- 3.
- Marco
- 30-01-2009 - 17:14:16
Facebook è un passatempo goliardico non prendiamo tutto sul serio, altrimenti sprecate inchiostro per niente.
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- 2.
- rokkok
- 30-01-2009 - 16:50:41
in internet si trovano scemenze tante, quante se ne trovano sui giornali!... :)
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- 1.
- Angelo
- 30-01-2009 - 16:40:42
Il successo di facebook è, purtroppo, garantito anche dalle stupidate di cui si parla in questo articolo e sapete perhè? Perchè la gente non si fa mai i cazzarielli suoi e deve sempre impicciarsi dei fatti degli altri e se vuoi vedere qualche cavolata pubblicata su facebook DEVI iscriverti altrimenti non pui vedere... Sinceramente comincio a pensare che certi scandali, tipo il gruppo inneggiante agli stupri, siano creati ad arte proprio per attirare polli, un po' come succede con certi virus...



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