Alitalia, Grande fratello batte i cassintegrati

di Massimo Franchitutti gli articoli dell'autore

«Sapete che cercando in Google news l'80% dei risultati per Alitalia riguardano il Grande Fratello?». La scoperta l’ha fatta Maria Letizia, una dei 6 mila cassintegrati dell’azienda. La ragione ha un nome: Daniela, la procace “passionaria Alitalia”, la donna che facendosi immortalare con un cappio in mano ha svoltato: da hostess Alitalia a futura (ma sicura) prezzemolina tv. Ora, mentre 6 mila cassintegrati non hanno visto un euro a gennaio per problemi burocratici, l’Italia è divisa sul fatto che Daniela possa o non possa chiedere l’aspettativa (lei il posto di lavoro lo ha salvato) dall’azienda mentre è rinchiusa nella casa piena di telecamere a mostrare ai voyeur italiani le sue fattezze.

Ore e ore di programmazione televisiva (non solo su Mediaset…) sviscerano il problema con improbabili opinionisti (vallette insieme ad avvocati, politici assieme a giuslavoristi). La bilancia pende dalla parte di chi ritiene scandaloso che la Daniela possa tenersi il posto, ma in molti la difendono.

Maria Letizia è giustamente schifata. E attacca: «E' vergognoso che i media non abbiano dedicato fino ad ora neanche un trafiletto alle migliaia di famiglie che sono in difficoltà. In data 25 gennaio un gruppo di noi ha inoltrato al Commissario Fantozzi, all'amministrazione del personale Alitalia, ai sindacati, ai media una lettera (peraltro estremamente garbata) rappresentante il grave problema. Ad oggi nessuno si è preoccupato di dare un cenno di risposta».

La questione è molto semplice. L’Inps, che dovrebbe pagare la Cassa integrazione, sostiene di non aver ricevuto i moduli da parte di Alitalia con i nominativi degli aventi diritto e il monte ore.

Dopo la denuncia dell’Sdl, le segreterie nazionali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl trasporti hanno scritto al commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi e per conoscenza tra gli altri anche al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, al ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. «Poichè l’ingiustificato ritardo nell’invio dei moduli sta provocando insostenibili disagi a migliaia di lavoratori ed alle loro famiglie - scrivono i sindacati - richiamiamo tutte le parti coinvolte ad attivare con la massima celerità le procedure di propria competenza per garantire la rapida corresponsione ai lavoratori delle indennità previste dagli accordi di Palazzo Chigi e dalla Legge 166/08».

Per Paolo Marras, della segretaria generale di SdL «la situazione è davvero pesante, se si considera che i dipendenti di una società in liquidazione non possono chiedere l'anticipo del Tfr, devono aspettare l'iscrizione al passivo, e che anche l'anticipo della pensione integrativa, come si legge dal regolamento del fondo di categoria, il Fondav, ha tempi di liquidazione che possono arrivare a sei mesi».

28 gennaio 2009
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