Storie di ordinaria paura
di Silvia Garamboistutti gli articoli dell'autoreUno stupro ogni 24 ore. Roma e il suo hinterland sotto shock. Gli psicologi danno buoni consigli («curare le vittime come i reduci dal Viet-Nam»). Le forze di polizia continuano in modo meticoloso le indagini (la flebile traccia di un tatuaggio ha portato all’arresto di un ventiduenne di Fiumicino, reo confesso dello “stupro di Capodanno”). E la politica azzanna quel che può: poteva la Lega non scatenarsi al grido di “caccia all’uomo nero”? «Questi maledetti sciacalli non dobbiamo neppure mantenerli in carcere – ha urlato Piergiorgio Stiffoni, commissario della Lega Nord Lazio -. Dobbiamo rimandarli subito a casa loro». Nessuno lo aveva avvertito che l’unico stupratore arrestato è di Fiumicino?
La deriva violenta della Capitale, dove da Capodanno ad oggi si sono moltiplicati gli episodi di aggressioni e stupri, sta facendo riemergere quella paura fisica, immediata, che le preoccupazioni economiche degli ultimi mesi avevano soffocato. Molto si era scritto di quella “paura” in gran parte costruita, istigata, elemento dominante di una campagna elettorale della destra tutta giocata sulla sicurezza. Eppure era entrata sottopelle: gocce di paura istillate per strappare un voto.
E ora? E ora che il sindaco è quel Gianni Alemanno che voleva «citare in giudizio Veltroni» per gli stupri a Roma? «Ci sono gli estremi per una denuncia per danni contro il Comune», tuonava in quei giorni: «L’amministrazione di centrosinistra ignora il tema della sicurezza». E ancora: «tolleranza zero», «programmi di emergenza».
Quello che è successo da allora è cronaca. Quando lo scorso agosto , pochi mesi dopo l'elezione di Alemanno, due turisti olandesi che si erano accampati sulla Portuense sono stati violentemente aggrediti, lui bastonato e lei violentata, il neo-sindaco ha avuto una infelicissima sortita, cosa da incidente internazionale, affermando che «la coppia si era accampata illegalmente in un posto sperduto».
Ma da allora la litania di atti di violenza è lunghissimo. «Sembra un bollettino di guerra» dice la Cgil di Roma Est, ed elenca: a Guidonia una ragazza è stata violentata da un branco di 5 stupratori, nel quartiere Primavalle a Roma una signora appena scesa dall'autobus è stata presa e violentata da due sconosciuti, e poi lo stupro ad una ragazza che festeggiava il Capodanno alla Fiera di Roma e ad una donna a Marino, a una giovane a Ladispoli.
Sono i casi noti, clamorosi, che sono finiti sui giornali. Non vanno sui giornali le violenze tra le mura domestiche, quelle quotidiane, cattive.
E la destra riparte all’attacco, a caccia di un nuovo nemico. Se non è più Veltroni, sarà l’uomo nero. Così se La Destra (il segretario provinciale Roberto Buonasorte) continua ad accusare di “buonismo ereditato da Veltroni”, il segretario di Forza Nuova (l’eurodeputato Roberto Fiore) annuncia una fiaccolata a Guidonia, prende di mira i campi nomadi e annuncia la formazione di comitati cittadini di emergenza.
Ora che la paura non serve più per condizionare campagne elettorali, può ancora essere piegata a scopi politici: e la parola d’ordine strisciante che inizia a riecheggiare, è quella che alla criminalità si risponde col razzismo.



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