Primarie, i segnali di vita della politica italiana

di Roberto Rossitutti gli articoli dell'autore

Alle volte succede e non te l’aspetti. Succede che un partito, in flessione di consensi, se si dà retta ai sondaggi, dia segnali inaspettati di vita. Si prenda le primarie del Pd in Emilia Romagna, per esempio. Sono in corso di svolgimento da qualche settimana. Si tratta del primo vero test di massa per il partito di Veltroni in vista delle amministrative di primavera. Le ultime votazioni si sono svolte domenica scorsa. Sono andati alle urne i cittadini di sei comuni in provincia di Rimini e di due in provincia di Bologna. E sono andati a votare in massa, nonostante il freddo. Inaspettatamente.

Quanti? Tanti. Ad esempio, nei soli comuni del riminese (Riccione, Bellaria, Cattolica, Misano, Poggio Berni e Santarcangelo) si sono presentati in 16mila. Per avere un riferimento basti pensare che per l’elezione di Veltroni nel 2007 erano stati 7mila, per quella di Prodi, due anni prima, 11.500. A Riccione, poi, si è fatto il pieno. Alle urne del partito si è presentato il 20% della popolazione. Non degli iscritti, ma proprio degli abitanti (oltre 7mila). Se la stessa percentuale si fosse ripetuta a Bologna avremmo visto alle urne circa 80mila abitanti. Invece nel capoluogo di regione, qualche settimana prima, si erano presentati in 25mila. “Ma anche questo dato è più che soddisfacente - ci spiega Giorgio Sagrini, responsabile organizzazione del Pd regionale -. Mi devono spiegare quale altro partito possa mettere in campo questa forza, questi numeri”.

Se per il Pd il numero dei partecipanti è incoraggiante, i risultati spesso lo sono meno. Proprio il gran numero dei votanti ha causato dei veri e propri ribaltoni. Quello di Forlì, dove hanno votato qualche settimana fa, è stato bruciante e inatteso. Nadia Masini, candidato di partito, è stata sconfitta per 44 voti da Roberto Balzani, outsider. La cosa si è ripetuta, questa volta domenica, nei comuni di Misano Adriatico e Cattolica. Anche qui stesso schema di Forlì. Tanti votanti, risultato inaspettato. A Cattolica ha vinto il candidato di minoranza interna, Marco Tamanti; a Misano invece si è affermato Stefano Giannini che ha scalzato il sindaco uscente Antonio Magnani.

Perché? “Credo – spiega Paolo Fontanelli, responsabile Enti locali del Partito democratico – che in parte sia dovuto alla personalizzazione dei candidati. Il dato di Riccione – ad esempio - è il frutto di una campagna molto ferrata e combattuta tra due candidati che avevano molta forza a livello locale. E questo spinge a mobilitare più energie possibili”. Secondo Fontanelli, questa forza alle volte può trasformarsi in un boomerang: “È successo che gli strascichi di un acceso scontro non siano sempre facilmente recuperabili. La parte sconfitta non si impegna in campagna elettore”. Inoltre “personalizzare troppo significa spesso indebolire gli effetti programmatici del partito”.

Eppure, e i dati raccolti nelle primarie dell’Emilia Romagna lo dimostrano, spesso si sono recati alle urne anche i non iscritti, persino i cittadini “non di centro sinistra”. “E’ un segnale è positivo – dice ancora Fontanelli - poi però non è detto che si tramutino in voti”. Questo, magari, lo si vedrà a elezioni ultimate. Eppure la sensazione che una parte dell’opinione pubblica, anche di sinistra, non si senta rappresentata dalle attuali strutture di partito rimane forte. Basta fare un giro in Internet. Ciccate su “www.primariesempre.org”, ad esempio, sito nato per assicurare le primarie per tutte le cariche elettive. Troverete iscritti 3400 persone e 26 circoli del Pd. Tanta roba.

Ma la rete non è il solo segnale. Se si guardano i sondaggi che circolano sulle scrivanie dei politici quella sensazione si rafforza ancora di più. L’ultimo, quello realizzato dall’Ipr Marketing sulla fiducia di cui godono il premier, il governo, i ministri e i partiti, è catastrofico. Nello studio non solo si evidenzia come la fiducia degli italiani nel governo (-4%) e in Silvio Berlusconi (-2%) sia in calo, ma anche una generale disamore per la classe politica in generale. Anche i partiti, infatti, non riscuotono grandi consensi. Non la Pdl (il cui gradimento scende di 2 percentuali al 48%), non il Pd (arretrato anch’esso di due punti al 27%).

Se l’Emilia Romagna rappresenta un’eccezione lo si vedrà, dunque, presto. Ai primi di febbraio la Toscana andrà al voto (Firenze il 15). Poi sarà il turno dell’Umbria (il 22 febbraio). Previsti inattesi ribaltoni.

19 gennaio 2009
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    • 19.
    • massimo tesei
    • 26-01-2009 - 11:50:04

    il potere ha in sè una forza corruttrice (delle idee, dei modi di fare, delle relazioni e, a volte, del senso della legalità) che è conosciuta da oltre 2500 anni (almeno da quando ad Atene, ad esempio, si introdusse l'ostracismo). Quello che si può e si deve fare è cercare di limitare questa forza. Ricette che garantiscano il risultato non ne esistono. Penso che tutto ciò che porta alla partecipazione dei cittadini alla politica possa aiutare. Penso che limitare o abolire il mestiere del politico possa servire. Credo che meccanismi che favoriscano il ricambio dei dirigenti (primarie sempre) siano un antidoto abbastanza efficace. Non ho dubbi che una cultura generale più diffusa, un maggior senso critico, una più intensa capacità di ascolto, potrebbero essere la base solida su cui costruire una vera democrazia basata sulla partecipazione dei cittadini. Quanto i partiti italiani e i loro dirigenti siano lontani da tutto ciò è sotto gli occhi di tutti. E i peggiori sono quelli di sinistra, perchè è da loro che ci si aspettano esempi e proposte in quel senso. La destra fa il suo sporco mestiere, del resto deve convincere la maggioranza a difendere gli interessi di una piccola minoranza...

    • 18.
    • Maria Teresa Vaccari
    • 22-01-2009 - 13:15:13

    Ho fatto parte del comitato per le primarie di Roberto Balzani a Forlì e vorrei fare una precisizione in merito all’affermazione che "Se per il Pd il numero dei partecipanti è incoraggiante, i risultati spesso lo sono meno [...] Quello di Forlì, dove hanno votato qualche settimana fa, è stato bruciante e inatteso. Nadia Masini, candidato di partito, è stata sconfitta per 44 voti da Roberto Balzani, outsider." Entrambi erano candidati del Partito Democratico. Nadia Masini, attuale Sindaco di Forlì, ha avuto il sostegno di una parte della dirigenza del PD, che comprendeva molti dirigenti provenienti da DS e Margherita. Roberto Balzani è componente della assemblea territoriale e per presentare la propria candidatura ha avuto a sua volta il sostegno di una consistente parte della dirigenza del PD, raccogliendo le firme di 49 delegati dell’Assemblea comunale e quindi oltre il 30% (ne sarebbero state sufficienti 44) come previsto dallo Statuto in caso di Sindaci uscenti alla prima legislatura. Sono quindi improprie, a mio avviso, le due definizioni ("candidato di partito" e "outsider") date dal giornalista, che immagino avesse comunque l’esigenza di sintetizzare il concetto che si sono confrontati una esponente dell’Amministrazione in carica con una lunga e importante carriera politica (Nadia Masini è stata anche parlamentare per molti anni) e un rappresentante della cosidetta "società civile" (Roberto Balzani è stimato storico, professore universitario e preside di facoltà a Ravenna). Mi permetto infine di esprimere il mio dissenso dal concetto che il fatto che il risultato delle primarie a Forlì sia stato per molti inaspettato, non significa che non sia incoraggiante. Al contrario, ritengo che le primarie a Forlì abbiano consentito di mettere a confronto due candidati di grande valore, con personalità ed esperienze molto diverse, mobilitando una grande partecipazione durante TUTTA la campagna elettorale, e non solo il giorno del voto, da parte dei cittadini forlivesi (hanno votato oltre il doppio degli attuali iscritti), e una grande attenzione da parte di tutti gli organi di stampa, locali e nazionali.

    • 17.
    • Stefano
    • 21-01-2009 - 11:45:29

    Se a Roma città fossero state fatte le primarie Retromanno non sarebbe mai diventato sindaco, perchè Rutelli, calato dall'alto con un patto di potere, non sarebbe mai stato indicato dai cittadini come il "cavallo" su cui puntare....

    • 16.
    • DA ALESSANDRO
    • 21-01-2009 - 10:14:43

    "LA GOGNA DELLE PRIMARIE" SCRIVE UN EX SINDACO DEL P.D. CARA "GLORIA ANNA" UNO(UNA) CHE SCRIVE IN MANIERA TANTO SPREZZANTE DELLE PRIMARIE APPARE SOLO COME UNO (UNA) CHE INTENDE ESCLUSIVAMENTE COLTIVARE IL SUO ORTICELLO CON POCA FATICA. MA OCCORRE CHE TUTTI SI METTANO IN DISCUSSIONE E VERIFICHINO SUL CAMPO SE SI E' BENVOLUTI O MENO. E ACCETTARE IL RESPONSO, SENZA INCAZZATURE. COSI' SI DIMOSTRA SOLO DI AVERE LA CODA DI PAGLIA. IL PARTITO NON E' UN LAVORO, MA UNA MISSIONE. ALESSANDRO DI GRANAROLO

    • 15.
    • andra
    • 21-01-2009 - 07:59:51

    a vibo valentia sono state sospese le operazioni del tesseramento per erregolarità.veramente è successo di tutto e di più.a prescindere dagli errori umani credo sia necessario rivedere le modalità delle primarie.

    • 14.
    • pierluigi campana
    • 20-01-2009 - 21:27:20

    alle primarie siamo andati tutti e quattro: moglie ed io (classe 1957/1958) la suocera (classe 1925), figlia (classe 1991) così si fa!

    • 13.
    • Paola F.
    • 20-01-2009 - 19:25:07

    Ma il programma del PD nelle amministrative e' poi così chiaro? Non vedo grosse differenze con il PDL in tema di energie rinnovabili, gestione dell'acqua, chiarezza e ascolto dei cittadini sugli inceneritori, cementificazioni selvagge....le priorità si evolvono e il PD ?

    • 12.
    • Marino Sedda - Sardegna
    • 20-01-2009 - 17:48:28

    Scrivo dalla Sardegna, ci stiamo avvicinando alle elezioni, l'esito non è scontato, in parte anche per l'incapacità del PD di adottare politiche di consultazione nella scelta dei candidati. Candidati che, potranno essere ottime persone, ma ancora una volta sono "arrivati" calati dall'alto.

    • 11.
    • claudio51
    • 20-01-2009 - 14:43:29

    Non sono le primarie che fanno vincere le elezioni. Ci vuole il rinnovamento del PD. Via gli inquisiti, i condannati e, anche, la classe dirigente.

    • 10.
    • Elio (Napoli)
    • 20-01-2009 - 13:42:38

    leggo: Nello studio non solo si evidenzia come la fiducia degli italiani nel governo (-4%) e in Silvio Berlusconi (-2%) sia in calo, ma anche una generale disamore per la classe politica in generale. Anche i partiti, infatti, non riscuotono grandi consensi. Non la Pdl (il cui gradimento scende di 2 percentuali al 48%), non il Pd (arretrato anch’esso di due punti al 27%). Oggi un solo numero ci dovrebbe interessare quello di tutti i morti assassinati di Gaza ( senza domenticare gli israeliani), e la incapacità del PD (che ho votato) di prendere una posizione. Solo d'Alema è andato ad Assisi. Rutelli Fasssino ed altriop pro-Israele Veltroni silenzioso (una mediazione tra le "diverse anime?") .. ha ragione Santoro Vergogna, mai con questo PD.

    • 9.
    • silvana gasparetti
    • 20-01-2009 - 13:20:49

    sono stata favorevole alle primarie, ma già la seconda volta avevo notato le controindicazioni. la principale è che alle primarie possono partecipare in massa votanti dei partiti avversari che potrebbero così scegliere il candidato meno forte per far perdere le elezioni al PD. Quello che invece ritengo necessario come l'aria è una riforma elettorale fatta in senso proporzionale a doppio turno con preferenze in modo che l'elettore possa scegliere il partito e la persona che dovrebbe rappresentarlo.

    • 8.
    • bruno
    • 20-01-2009 - 12:48:02

    se non ti hanno ricandidato un motivo ci sarà, caro sig. ex sindaco non ti fare prendere dal berlusconismo,cioè dal rifiuto del confronto dem0cratico

    • 7.
    • Andrea
    • 20-01-2009 - 12:41:40

    Le primarie vanno benissimo...anche se come strumento democratico dovraà essere affinato per non consentire quelli che a Roma chiamano mpicci. Esempio..una realtà locale deve scegliere tra candidati che conoscano il territorio e non paracadutati dell'alto..Inoltre a mio avviso devono essere evitate sponsorizzazioni dall'alto...Mi spiego meglio se ci sono due canditati a sindaco di una piccola città e uno dei due viene sponsorizzato da qualche nome grosso del partito con in più una eventuale visita..quale pensate possa essere l'esito della contesa? A questo punto non ha più senso parlare di primarie....Concludo dicendo che se usate bene possono essere un buon metodo di confronto ( non lota fratricida )e di crescita di nuovi dirigenti di cui abbiamo un FORTISSIMO bisogno.

    • 6.
    • Carlo B.
    • 20-01-2009 - 11:58:58

    Cercate di essere coerenti in tutto, moralità ma non giustizialismo, i nostri maestri un nome lo voglio fare "Enrico" per essere compreso per quello che voglio dire; alla sinitra non viene perdonato nulla, per chi ha una carica politica è cosi, ed lo ritengo giusto.

    • 5.
    • Francesco
    • 20-01-2009 - 11:53:50

    Era da aspettarselo in Emilia-Romagna, anche se è emblematica la voglia di partecipazione. Non riesco a capire questo partito (avrei preferito una forza riformista-socialista come nella miglior tradizione europea), e non ci si può nascondere che i vecchi leader non attraggono più. Perchè c'è questa difficoltà a capire la delusione di chi pensava veramente ad un partito nuovo, giovane e che facesse della legalità una delle sue bandiere? (non è un caso che gli inquisiti sono tutti ex dc).Perchè non si ritorna tra la gente e non si fanno avanzare quei pochi sindaci capaci (Dominici,Chiamparino,Cacciari,Cofferati)? Basta con Rutelli, D'Alema, Parisi, i teodem, Iervolino e Bassolino. Perchè non si capisce che con questi si perderà per altri 50 anni?

    • 4.
    • orapio
    • 20-01-2009 - 11:31:41

    Sono un "primarie sempre" anche io. Penso che, nonostante i problemi che si possono innescare con le primarie, e' sempre meglio del danno che oggi possono fare, e fanno, quattro mestieranti che si ritrovano per scegliere candidati e strategie. Le primarie rimangono oggi il solo strumento per cambiare/rinnovare la "casta" del centrosinistra.

    • 3.
    • remo vassura
    • 20-01-2009 - 10:33:02

    chissa' che con le primarie non si riesca a togliere il maggior numero di incrostazioni che affliggono il nostro partito. votiamo gli outsider giovani e senza macchia. r.v.

    • 2.
    • Gloria Anna
    • 20-01-2009 - 09:57:19

    Sono il Sindaco uscente (primo mandato) di un comune di 6500 abitanti. Parte dei componenti il circolo del pD non mi hanon ritenuta degna di essere candidata per il secondo mandato e qui tralascio i motivi .............Avrei dovuto sottopormi all'esercizio supremo delle primarie del PD. Ho rifiutato. Raccolta delle firme per la presentazione della candidatura (le firme le possono mettere solo i componenti il circolo), manifesti affissi per pubblicizzare le primarie (e dove si spiegava come ci si poteva candidare) solo 4 giorni prima della scadenza. Tutto rigorosamente già programmato e preparato da tempo dalle segreterie regionali e provinciali per far fuori un sindaco scomodo e nascondere il tutto dietro le primarie. Da noi per le priamrie della segreteria ha votalo solo il 7% degli aventi diritto. E' facile manovrare poche persone e mettere così alla gogna chi deve essere fatto fuori per strategie pseudopolitiche...........

    • 1.
    • Gloria
    • 20-01-2009 - 09:25:28

    Sono un sindaco uscente, (primo mandato) di un comune di 6500 abitanti. Mi dovevo sottoporre a questo esercizio supremo delle primarie perchè i componenti il circolo locale del pD non mi hanno riconfermato per il secondo mandato. Tralascio i motivi.......ce ne sono altri........Ho rifiutato di sottopormi alla gogna delle primarie. A febbraio del 2008 votaroni per eleggere il coordinatore 150 persone (il 4% degli aventi diritto al voto) e vi assicuro di averne viste di cotte e di crude. Le primarie, quelle vere, si fanno sui grnadi numeri, nei piccoli sono solo una gran bufala e un inganno per i cittadini


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