Siria, carri armati a Damasco
Veto da Russia e Cina a sanzioni

Carri armati sono entrati nel quartiere di Qabun, nella parte est di Damasco. Almeno 57 persone uccise negli scontri. Assad in tv con il nuovo ministro della Difesa. Veto da Russia e Cina a nuove sazioni.
Siria, attivisti uccisi
19 luglio 2012
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Carri armati sono entrati per la prima volta in un quartiere di Damasco, quello di Qabun nella parte est della città. Lo riferiscono attivisti di una ong sottolineando il «timore di massacri». «Oltre 15 carri e mezzi blindati hanno assaltato la strada principale del quartiere, riferisce l'Osservatorio siriano dei diritti umani. Almeno 57 persone sono rimaste uccise negli scontri e nei bombardamenti in varie località della Siria tra la notte scorsa e la mattina di oggi, di cui 20 nei sobborghi di Damasco, secondo i Comitati locali di coordinamento dell'opposizione. Bombardamenti delle forze governative sono stati compiuti anche oggi, con l'impiego di elicotteri, in particolare sui sobborghi di Zamalka, Arbain e Zabadani, aggiunge la stessa fonte.

L'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus) afferma da parte sua che nel quartiere centrale di Mezzeh, dove durante la notte erano avvenute sparatorie tra governativi e ribelli, le forze lealiste hanno piazzato cecchini sui tetti di vari edifici. La stessa fonte segnala scontri ancora in corso alla fine della mattinata all'ingresso del quartiere di al Qabun e in quello di al Midan, mentre ad al Nakb, sobborgo della capitale, tre militari in servizio a un posto di blocco sono morti in un attacco dei ribelli. Sempre secondo l'Ondus, la città di Azaz, nella provincia di Aleppo, è stata occupata dai ribelli dopo una battaglia conclusasi all'alba nella quale sono morti otto soldati governativi e alcuni carri armati sono stati distrutti. Sempre nella provincia di Aleppo, nella città di al Bab, sono stati uccisi cinque membri dei servizi di intelligence militare.

Per tutto il giorno si sono rincorse voci, prontamente smentite, secondo cui Assad si sarebbe spostato nella città costiera Latakia, mentre la moglie si sarebbe rifugiata a Mosca. La televisione di Stato ha diffuso le prime immagini del presidente dopo l'attentato di ieri a Damasco in cui presenta il nuovo ministro della Difesa, generale Fahd al Freij, in uniforme militare, dopo il giuramento di quest'ultimo.

LA DIPLOMAZIA
Nonostante in queste ultime ore gli scontri tra lealisti e insorti abbiano subito una deciso cambio di direzione, l'accordo tra i membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sembra ancora lontano. Infatti Russia e Cina hanno posto il veto sulla bozza di risoluzione, preparata dai paesi occidentali, che minacciava sanzioni nei confronti di Damasco. Durissima la reazione di Francia e Gran Bretagna: «Con questo veto - ha commentato l' ambasciatore britannico Mark Lyall Grant -,Russia e Cina hanno scelto di non sostenere il lavoro dell'inviato speciale Annan». Lunedì prossimo a Bruxelles i 27 ministri degli Esteri dell'Unione Europea si riuniranno per decidere il rafforzamento delle sanzioni e un piano per una eventuale crisi umanitaria.

PENTAGONO NON ESCLUDE USO ARMI CHIMICHE DA REGIME
Gli Stati Uniti «non possono escludere» l'uso di armi chimiche da parte del regime di Assad. Lo afferma il portavoce del Pentagono, George Little.