Massacro a Tremseh: 200 morti, molti bimbi

siria homs donna strage
13 luglio 2012
A - A
La tv di Stato siriana conferma il «massacro» nel villaggio di Tremseh, nella provincia orientale di Hama, e accusa i «gruppi terroristi» che «in combutta con alcuni media», vogliono «incitare l'opinione pubblica» per un intervento militare alla vigilia di un nuovo incontro del Consiglio di sicurezza Onu.

I militari siriani «sono entrati nella cittadina», che conta qualche migliaio di abitanti, «dopo una richiesta dei residenti», afferma la tv di Stato, che parla espressamente di «massacro». Negli scontri, «sono stati uccisi tre soldati» delle forze pro-governative e ci sono «forti perdite tra i terroristi».

Secondo alcuni testimoni, vicini all'opposizione, «i cadaveri sono ancora nei campi, lungo i fiumi, nelle case, diverse delle quali sono in fiamme. Molti cercavano di »fuggire dopo il bombardamento a colpi di carri armati ed elicotteri, ma sono stati uccisi«. Una scuola »è stata rasa al suolo«. Altri attivisti, che hanno iniziato a diffondere via Twitter e Youtube quelle che dicono essere le »immagini del massacro«, affermano che »molti civili si erano rifugiati in una moschea, dove poi hanno trovato la morte«.

Dopo i bombardamenti su Tremseh, a maggioranza sunnita, »sono entrati in città gli Shabiha, i miliziani paramilitari filo-governativi, arrivati dai villaggi alawiti circostanti«. Gli attivisti dell'Osservatorio siriano per i diritti umani, basato a Londra, confermano il bombardamento della città con i carri armati e gli elicotteri, fissano il bilancio dei morti a »oltre 150«, per un totale di almeno 200 vittime in sole 24 ore in Siria. Il coordinamento dei comitati locali, invece, parla di 189 morti nel Paese: 122 a Tremseh, 22 a Homs, 11 nei sobborghi di Damasco, altri 12 nei quartieri della capitale, 7 a Daraa, 6 a Dayr az Zor, 5 a Idlib, 3 ad Aleppo, 1 a Hasakeh. Non è possibile verificare indipendentemente le notizie.