Monti attacca il Pdl:
«Con Berlusconi Spread a 1200»

Il premier al Wall Street Journal: «Con il precedente governo lo spread sarebbe a 1200». Poi si scusa con Berlusconi. Pdl furioso. Gasparri: «La smetta, ci stufiamo...» | Pdl fa mancare numero legale
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7 agosto 2012
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Un'intervista di Monti al Wall Street Journal fa infuriare il Pdl: “Se c'era il precedente governo lo spread ora era a 1.200”. E costringe il premier a chiamare il suo predecessore Berlusconi per correre ai ripari. Il Cavaliere, irato, accetta le scuse. Comunque in serata i vertici del partito dell'ex premier si riuniscono a palazzo Grazioli (appuntamento già fissato da tempo, dice Quagliarello), mentre per mercoledì Monti ha due appuntamenti: alle 12 circa con Casini, alle 17 con Alfano. Prevedibile che parlino anche della maggioranza. Intanto il Pdl fa mancare in aula il numero legale al Senato: una risposta all'intervista sul quotidiano finanziario.

Pdl reagisce: fa mancare numero legale in Senato

Su Berlusconi c'è chi parla di «irritazione», chi di «rabbia», chi di «amarezza» e chi di «orgoglio ferito» per le parole di Monti al WSJ, un attacco ritenuto definito «gratuito» e «ingiustificato». Il premier si difende parlando di “ipotesi di scuola”, resta da valutare se le osservazioni del presidente del consiglio siano davvero campate in aria. Politicamente hanno però reso la giornata del governo convulsa. Palazzo Chigi diffonde una nota: «Monti è dispiaciuto che una banale e astratta estrapolazione di tendenza di valori dello spread in un colloquio di ampio respiro sia stata colta come una considerazione di carattere politico, non rientrava per nulla nelle sue intenzioni». Il tutto nella giornata in cui le Camere chiudono per ferie: è l'ultimo giorno dei parlamentari. Ma Schifani e Fini avvertono: se serve, per qualsiasi evenienza il Parlamento riapre. E la spending review passa con la fiducia, la 34esima.

L'ex premier, del resto, non ha interesse a tenere aperto il caso, visto che non ha - al momento - alcuna intenzione di anticipare la fine della legislatura. Non solo perché non è pronto per la campagna elettorale, ma anche perché - sondaggi alla mano - votare con l'attuale legge sarebbe quantomeno un azzardo. E dunque, racconta chi gli è stato vicino oggi, «l'iniziale irritazione» - certificata dalla richiesta di chiarimento indirizzata da Angelino Alfano a palazzo Chigi - ha presto lasciato il posto al desiderio di voltare pagina. Il che non significa che l'incidente non possa avere strascichi. «Le scuse di Monti? A lui sono bastate, ma a tanti nel partito no», spiega una fonte presente a palazzo Grazioli.

Il problema è anche questo. La stilettata del capo del governo ha dato il destro a quanti nel Pdl, soprattutto fra gli ex An, chiedono al premier di staccare la spina al governo. Alcuni, da Guido Crosetto fino a Osvaldo Napoli, si sono domandati se dietro le parole del Professore non vi sia una chiara strategia - sostenuta da Pd e Udc - per andare alle urne. Argomentazioni che il Cavaliere ha ascoltato, ma che avrebbe condiviso fino a un certo punto. Anche in considerazione di quanto gli ha detto Monti al telefono: ovvero che quella frase è stata «estrapolata» da un contesto ben più ampio, ma soprattutto che il colloquio con il Wall Street Journal risale a circa un mese fa. Certo, aprire ora una querelle con il Pdl non avrebbe alcun senso. Berlusconi avrebbe ribadito che comunque è meglio prepararsi a qualsiasi evenienza (leggi voto anticipato) e che, per non farsi cogliere di sorpresa, è preferibile accelerare il più possibile sul fronte della riforma della legge elettorale.


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