L'Italia incassa i complimenti da parte di Martin Schulz, presidente del Parlamento Europeo (dal 17 gennaio scorso), intervistato da Fabio Fazio nella puntata di 'Che tempo che fa' che andrà in onda questa sera su Rai 3. «In Italia per la prima volta - ha detto - avete un governo che prende decisioni e le attua». E non solo: «Avete un Capo di Stato che ha contribuito a salvare l'Italia e l'Europa, che in questi 2 anni ha seguito la stessa linea di condotta, Giorgio Napolitano».
Schulz ha poi spiegato che condivide la proposta di Mario Monti «di applicare quanto prima il meccanismo di stabilità in modo che l'Italia possa pagare il proprio finanziamento il 2 per cento e non l'8 per cento del Btp». Il politico tedesco ha osservato che la ricetta per uscire dalla crisi economica non è tagliare i bilanci ma introdurre un'imposta sui grandi capitali, la cosiddetta Tobin Tax.
«Non possiamo risolvere la crisi tagliando i bilanci - ha spiegato -. Ci serve un'imposta sui grandi capitali, sulle transazioni finanziarie, che riguardano le grandi banche ma anche fondi di investimento. Devono pagare loro, non i soliti contribuenti. Chi ha guadagnato miliardi deve pagare le tasse». Servono comunque, sui mercati finanziari, «regole migliori e un intervento deciso contro la speculazione». Schulz è pessimista circa l' introduzione dei discussi eurobond: «Dipende dalla coalizione che fa capo alla Merkel, che è formata da Cdu e liberali. Credo che la Merkel e Schaeuble siano a favore degli eurobond, su cui ha iniziato a meditare il ministero delle Finanze. Ma il problema è che i partner della coalizione si oppongono. Per cui - ha detto Schulz - gli eurobond non ci saranno».
Riguardo il futuro dell'euro, Schulz non solo non ritiene possibile una sua dissoluzione perché la Germania «ha tutto l'interesse per una situazione economica forte dei paesi limitrofi» ma non ritiene neppure «di per sé» debole l'euro: «È a uno e trenta sul dollaro. È una valuta forte. Ciò che è debole è la gestione e l'amministrazione dell'euro».
«La differenza tra l'Europa e l'America è che lì le decisioni poi vengono realmente adottate. In Europa si prendono decisioni e non vengono attuate - ha detto ancora Schulz -. In Italia per la prima volta abbiamo un governo che prende decisioni e le attua» ha ribadito. Schulz parla a tutto campo dell'Europa, ne difende il ruolo: «Credo che l'Europa non sia cosi distante da noi, l'Europa è vicina a tutti noi: prende decisioni ogni giorno che ci riguardano». Il problema è un altro. E cioè «le misure non sono quelle giuste. Non possiamo risolvere la crisi tagliando i nostri bilanci e riducendo le spese».