È stato conosciuto dai più, in Italia e in Europa nell'ormai lontano 2003, in seguito allo scontro avuto con l'allora presidente del Consiglio e dell'Ue Silvio Berlusconi, che voleva suggerirlo per il ruolo di 'kapo' in un film sul nazismo (
GUARDA IL VIDEO) : ora Martin Schulz, europarlamentare socialdemocratico tedesco di lungo corso, si appresta ad assumere la guida del Parlamento europeo per due anni e mezzo.
Martedì prossimo, infatti, in assenza di improbabili sorprese, gli oltre 730 deputati europei, in occasione della sessione plenaria di Strasburgo, lo eleggeranno presidente dell'assemblea secondo una prassi che prevede un'alternanza, a metà legislatura, tra esponenti dei principali gruppi politici del Pe nello scranno più alto dell'Europarlamento.
Schulz succederà al popolare polacco Jerzy Buzek - primo esponente di un Paese ex comunista ad aver ricoperto questo incarico - e resterà alla guida del'emiciclo Ue fino a metà del 2014. Ma il giro di boa di metà legislatura prevede il rinnovo di tutti i più alti incarichi 'politici' e quindi anche dei vicepresidenti (14 in tutto) e dei presidenti delle commissioni.
Le indicazioni della vigilia parlano di una riconferma in arrivo per Gianni Pittella (S&D-Pd), finora vicepresidente vicario del Pe. Ed anche l'altro vicepresidente italiano, Roberta Angelilli (Ppe-Pdl), ha buone possibilità di restare al suo posto. La pattuglia di europarlamentari italiani conta, a Strasburgo, anche diversi presidenti di commissione.
Saldi al loro posto appaiono Paolo de Castro (S&D-Pd), che guida la commissione agricoltura, e Carlo Casini (Ppe-Udc). Alla prova del rinnovo dovranno passare anche gli attuali presidenti delle commissioni per gli affari esteri e per le petizioni, rispettivamente Gabriele Albertini (Ppe-Pdl) ed Erminia Mazzoni (Ppe-Pdl).