Reportage: a Tunisi tra i ragazzi della rivoluzione
«Peggio della dittatura c'è solo la morte. Ma l'abbiamo già conosciuta e non ci fa più paura». In piazza niente bandiere ma foto dei nuovi martiri.
«Peggio della dittatura c'è solo la morte. Ma quella l'abbiamo già conosciuta e non ci fa più paura, adesso vogliamo la libertà, non possiamo accettare di essere governati dai complici di chi ha assassinato i martiri della nostra rivoluzione». Salim stringe tra le mani un pannello di legno su cui è incollata la foto del suo vicino di casa, Walid El Griri, 18 anni appena compiuti, morto ammazzato con un proiettile sparato in faccia dalla polizia il 9 gennaio.
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