Quel mio racconto sui bambini di Gaza e Sderot
di Umberto De Giovannangeli

gaza bambini 400 LP
Di Umberto De Giovannangeli
14 luglio 2014
A - A
Alcuni lettori ci hanno segnalato un passaggio dell'articolo pubblicato l'11 luglio 2014 sul dramma dei bambini nella tragedia mediorientale di questi giorni. Questa la risposta dell'autore del pezzo.

Da oltre venticinque anni seguo le vicende mediorientali, cercando di cogliere, per quanto è possibile, e di dar conto sul giornale di una tragedia senza fini, con la convinzione, per dirla con Amos Oz, che l'essenza del dramma israelo-palestinese sta nel fatto che a scontrarsi non è il Bene contro il Male, la Ragione contro il Torto, ma due diritti egualmente fondati. In questi anni ho potuto toccare con mano e resocontare le sofferenze di due popoli, e in essi, dei più deboli e indifesi: i bambini. L'ho fatto in tutte le operazione militari condotte da Israele nella Striscia di Gaza e nelle risposte palestinesi contro le città israeliane frontaliere. L'angoscia è che nulla è cambiato in questi anni. L'orrore è lo stesso, l'infanzia negata è la stessa. A Gaza come a Sderot.

Così è stato anche nel pezzo uscito giorni fa sul mio giornale, dal titolo: «Nei disegni dei bambini di Gaza le gambe lunghe per fuggire». Davo conto di una disperazione che si ripete, tragicamente eguale a quella di altre operazioni militari. Nulla cambia. Questa è l'essenza del dramma. Così vale anche per i bambini israelaini di Sderot. Qui riconosco un errore. Nel voler trasmettere l'angoscia senza fine di quei bambini, ho riportato un pezzo di un mio reportage scritto nei giorni dell'operazione devastante di sette anni. Ho ripreso un passaggio che riguardava la condizione di una bambina, Tahal Pfeffer, 4 anni.

L'ho ripresa con le stesse parole perché la ritenevo emblematica di una condizione immutata. A Sderot son centinaia "Tahal". Avrei dovuto ricordarlo. Non l'ho fatto, e di questo mi scuso. Ma volevo ricordare una tragedia attraverso lo sguardo di quella bambina che ho ancora negli occhi e nella mente. Tahal oggi ha 11 anni. Ma la vita dei tanti bimbi di Sderot è come quella di 7 anni fa. Tragica. Come quella dei bimbi di Gaza.

Umberto De Giovannangeli