Londra, tremano le banche
Barclays sotto inchiesta

Le banche, ancora le banche. Scoppia un nuovo scandalo finanziario in Inghilterra, e nell’occhio del ciclone finisce uno degli istituti più prestigiosi e famosi nel mondo: Barclays.
barclays
Di Gabriel Bertinetto
2 luglio 2012
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Il presidente della Barclays, Martin Agius, si è dimesso. Il direttore Bob Diamond per ora resta dov’è, ma a chiedere la sua testa sono in molti. A cominciare dal leader dell’opposizione laburista Ed Miliband, che lo chiama esplicitamente in causa ai Comuni: «È importante ripristinare la fiducia nelle banche britanniche. E non credo davvero che questo sia possibile con Bob Diamond».

Cosa è accaduto? La Barclays è accusata di avere manipolato i tassi di interesse interbancari, fornendo informazioni false per il calcolo del Libor. Il Libor (equivalente oltre Manica dell’Euribor) è il benchmark, cioè il tasso di riferimento, per gli scambi monetari fra banca e banca. Viene fissato ogni giorno dalla British Bankers’ Association sulla base delle informazioni che arrivano dai maggiori istituti.

Sono procedimenti tecnicamente alquanto sofisticati, nei quali, secondo un’inchiesta della Financial Services Authority (Fsa), i funzionari della Barclays si sarebbero esercitati per favorire la propria banca, alterando l’andamento delle transazioni. Il periodo preso in considerazione è quello fra il 2005 e il 2009, a cavallo del fatidico 2008, l’anno in cui i mercati finanziari furono travolti dal tracollo da cui il mondo intero ancora stenta a tirarsi fuori.

In alcuni casi gli operatori della Barclays (ma altre banche sono sotto osservazione, dalla Rbs alla Hsbc, da Citigroup a Ubs) agivano per far salire artificialmente il livello del Libor, e aumentare i profitti del loro istituto In altri momenti fornivano dati fasulli per far credere che la Barclays fosse in condizioni migliori di quelle in cui invece si trovava.

La Fsa ha inflitto alla Barclays una multa pari a 290 milioni di sterline. Ma la storia non finisce qua. Il Serious Fraud Office sta valutando se rivolgersi alla magistratura per una denuncia penale. Intanto il mondo politico è in subbuglio.

Il premier David Cameron interviene ai Comuni annunciando una indagine parlamentare per una revisione del sistema bancario nazionale. Definisce «uno scandalo» la manipolazione dei tassi di interesse e assicura che la commissione lavorerà affinché il settore finanziario del Regno Unito si doti delle «regole più severe e più trasparenti».

Il leader laburista Ed Miliband non crede che sia questa la via migliore per fare pulizia e propone che l’inchiesta sia affidata a un organismo indipendente sia dai banchieri che dai politici Qualcosa di simile insomma alla commisione Leveson, che sta setacciando il sistema di relazioni fra partiti e media alla luce dei misfatti venuti alla luce con il cosiddetto Murdochgate. La commissione Leveson si occupa di problemi inerenti all’etica professionale e ai codici di condotta dei personaggi pubblici.

Lo scandalo della Barclays scoppia mentre l’opinione pubblica è turbata da una serie di vicende che hanno minato profondamente la fiducia generale nel settore finanziario. Fra le piu recenti quella che ha per oggetto il modo ingannevole in cui furono piazzate polizze assicurative per proteggere le piccole aziende da eventuali incrementi dei tassi di interesse. Nella frode è coinvolta un'azienda appartenente a Michael Spencer, consulente del primo ministro ed ex-tesoriere del partito tory.

Più in generale il cittadino britannico è disgustato dal modo in cui i grandi manager hanno continuato ad arricchirsi mentre gli istituti da loro diretti subivano perdite colossali e i risparmi degli investitori venivano mangiati dalla speculazione. Il fenomeno non riguarda solo la Gran Bretagna. A partire dal 2008 la fiducia dei consumatori nel sistema bancario è calata del 48% negli Usa e del 30% in Inghilterra. Lo rivela uno studio della società Edelman.