WASHINGTON POST: COALIZIONE ARMERA' INSORTI, IPOTESI
Il Washington Post scrive stamani che Stati Uniti e alleati stanno studiando la possibilità di fornire armi ed addestramento agli insorti libici.
RICONQUISTATA AJDABIYA
I ribelli libici hanno riconquistato la località di Adjabiya, nell'est del Paese: lo riferiscono testimonianze locali.
La città a 160 km da Bengasi, nella Libia orientale, era stata riconquistata una settimana fa dai governativi. Dopo una notte di combattimenti, con il sostegno degli aerei della coalizione, i ribelli sono entrati nella dall'ingresso est. Per gli insorti è la prima vittoria, dopo l'inizio dell'intervento internazionale. Le forze lealiste stamani si erano ritirate all'ingresso ovest della città. Poi sono partite per Brega, strategico porto petrolifero 75 km a ovest, altra città che le forze di Gheddafi hanno strappato ai ribelli la settimana scorsa. «Inseguiamo le forze di Gheddafi sulla strada di Brega», hanno annunciato i ribelli.
LA CRONACA DI VENERDI' 25
I RIBELLI ENTRANO AD AJDABIYA
I ribelli libici del Consiglio Nazionale Transitorio di Bengasi stanno tentando di strappare alle truppe di Muammar Gheddafi la città di Ajdabiya. Lo riferisce la rete qatariota al Jazira secondo cui i ribelli stanno penetrando in città da est.
IL PENTAGONO: GHEDDAFI INDEBOLITO
Il colonnello Gheddafi sta fornendo armi a dei volontari nella sua battaglia contro i ribelli libici per mantenere il potere. Lo afferma il Pentagono. «Abbiamo ricevuto oggi delle informazioni secondo cui» Gheddafi «sta dando armi a dei cosiddetti volontari per combattere l'opposizione», ha detto il vice ammiraglio William Gortney.
AMMIRAGLIO USA: GHEDDAFI INDEBOLITO
Muammar Gheddafi ha perso in parte la capacità di guidare le sue truppe. Lo ha riferito l'ammiraglio di squadra navale William Gortney, direttore dello Stato maggiore della Difesa Usa. Gortney ha aggiunto che Gheddafi ha iniziato ad armare «volontari» per combattere i ribelli. L'ammiraglio ha confermato che per ora le operazioni di attacco al suolo in difesa dei civili restano sotto il comando Usa e che alla fine potrebbero passare alla Nato.
GHEDDAFI: PROMUOVO TUTTI NELLE FORZE ARMATE
Muammar Gheddafi ha promosso tutti i componenti delle sue forze armate, di quelle di sicurezza e della polizia. Lo ha detto la tv di stato con un annuncio scritto che non precisa come funzionerà la promozione di massa e se comporterà aumenti di stipendio. Evidentemente il raìs vuole tenere fedeli i suoi militari.
TRIPOLI PRONTA A ROAD MAP DELL'UNIONE AFRICANA
Il governo libico è «pronto ad applicare la road map» proposta dall'Unione Africana per mettere fine alle ostilità in Libia: lo hanno reso noto i rappresentanti del regime di Muammar Gheddafi al termine di una riunione tenuta nella sede dell'Ua ad Addis Abeba. Tripoli è disposta ad attuare questo piano in cambio di un cessate il fuoco e della fine delle operazioni della coalizione internazionale. «Siamo pronti ad applicare la road map che prevede l'adozione e l'applicazione di una politica che risponda alle aspirazioni del popolo libico in modo pacifico e democratico», hanno dichiarato i componenti della delegazione di Tripoli, guidata da Moahmmed Zouai, segretario del Congresso generale del Popolo, e composta da quattro ministri. All'incontro Alla riunione partecipavano rappresentanti dell'Onu, dell'Ue, della Lega Araba e dell'Organizzazione della Conferenza Islamica, ma non c'erano rappresentanti dei ribelli. Le possibilità di un'attuazione concreta sembrano piuttosto remote.
TRIPOLI: STOP A BOMBARDAMENTI, CONTROLLO ALL'UNIONE AFRICANA
La dichiarazione dei delegati di Tripoli recita: «Il governo libico si impegna per un cessate il fuoco e al comunità internazionale dovrà imporre il medesimo obbligo a tutte le parti in causa; il governo si impegna ugualmente ad accettare una missione di verifica della tregua da parte dell'Unione Africana», ha proseguito la delegazione libica, chiedendo in cambio «la fine dei bombardamenti aerei, la revoca del blocco navale e delle sanzioni economiche. Quel che accade oggi in Libia costituisce un problema strettamente africano che non potrà esser risolto che dall'Unione Africana».
LA TAVOLA DELLA PACE: "CESSATE IL FUOCO"
MOBILITAZIONE NAZIONALE IL 2 APRILE
«Cessate il fuoco!»: è l'appello della Tavola della Pace, «galassia» di associazioni pacifiste italiane che invita tutti a esporre la bandiera arcobaleno dal balcone o dalla finestra e per il 2 aprile invita tutti a mobilitarsi contro l'intervento militare in Libia e contro le repressioni e le violenze che stanno infiammando l'Africa e alcuni Paesi del Medio Oriente. «Fermiamo la guerra, la violenza e la repressione. Difendiamo i diritti umani. Contro tutti i dittatori e i loro regimi. No al cinismo e all'indifferenza. Basta con il commercio delle armi. Solidarietà con i giovani e i popoli in lotta per la libertà, la giustizia e la democrazia nel Mediterraneo e nel mondo arabo. Protezione, accoglienza e asilo per i profughi e gli sfollati. Costruiamo una politica di pace e giustizia», dichiara la Tavola della Pace. Oltre alla giornata del 2 aprile ci saranno tre giorni (dal 15 al 17 aprile) ad Assisi sulla pace, la libertà e i diritti umani. Infine, i pacifisti chiedono ai cittadini di aiutarli a organizzare la Marcia per la pace Perugia-Assisi (il 25 settembre), costruendo nella propria città, a scuola, con gli amici un Comitato Perugia-Assisi.
I PASSAGGI DEL COMANDO ALLA NATO
Tra domani e domenica mattina, il Comitato militare della Nato ultimerà la pianificazione e domenica sera il Consiglio atlantico metterà l'ultimo timbro per il controllo delle operazioni militari. Martedì si riunirà a Londra il «gruppo di contatto» sulla Libia, dove la Francia e la Gran Bretagna presenteranno una soluzione «politica e diplomatica» alla crisi, secondo le parole di Sarkozy.
AL JAZEERA: GHEDDAFI TRATTA "PER USCITA SICURA"
Un funzionario dell'intelligence statunitense ha riferito all'emittente televisiva in lingua araba Al Jazira di una «iniziativa» di Muhammar Gheddafi: il rais sarebbe propenso ad accettare un «cessate il fuoco» in cambio di una propria «uscita sicura» dal conflitto libico.
ESPLOSIONI AD AGEDABIA
Almeno tre violentissime esplosioni sono risuonate ad Agedabia, estrema difesa degli insorti libici lungo la direttrice che conduce alla loro capitale Bengasi, 160 chilometri più a nord. Lo hanno riferito fonti giornalistiche presenti sul posto, secondo cui i boati erano stati preceduti dal rombo dei motori dei jet alleati. A detta dei ribelli si è trattato di una nuova incursione della coalizione multinazionale contro le forze fedeli al regime libico che in mattinata avevano ripreso a bombardare la città.
IMAM DI BENGASI: INTERVENTO NATO CI DIFENDE
«Stanno difendendo le nostre donne e i nostri bambini» in un intervento che «non è una guerra cristiana» contro l'Islam. Lo ha detto l'imam Wanis al-Mabruk al-Fisay a migliaia di persone nella piazza del tribunale di Bengasi dopo la preghiera del venerdì. «Il consiglio nazionale transitorio è il solo rappresentante del popolo»
LA NATO: A NOI COMANDO
La Nato assumerà il comando di tutte le operazioni militari in Libia e guiderà la coalizione internazionale impegnata a far rispettare la risoluzione 1973 dell'Onu. Lo hanno riferito fonti dell'Alleanza atlantica a Bruxelles, poi confermate, sottolineando che la decisione sarà definita in una riunione in programma domenica nella capitale belga. Il comando Nato significa che alla 'Coalizione dei volenterosi' subentrerà una coalizione internazionale guidata dall'Alleanza. Berlusconi si è detto soddisfatto.
La conferma è arrivata dalla portavoce, Oana Lungescu, in un comunicato. Questo comporterà che l'Alleanza atlantica avrà anche il comando degli interventi militari contro gli obiettivi di terra, oltre che il controllo della No fly zone. L'Alleanza atlantica ha comunicato che entro «qualche giorno» avrà non solo il controllo completo per la No fly zone, ma per tutte le operazioni militari contro gli obiettivi di terra per garantire il rispetto della risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza dell'Onu.
FARNESINA: ANCHE ITALIA HA PROPOSTE
«Anche l'Italia ha le sue idee e le sue proposte, e le farà valere nelle sedi opportune e nei prossimi appuntamenti discutendole con i nostri partner». Lo riferiscono autorevoli fonti della Farnesina commentando l'annuncio del presidente francese Nicolas Sarkozy di un'iniziativa «politica e diplomatica» franco-britannica sulla crisi libica. «Qualsiasi soluzione politica ad ogni modo - osservano le stesse fonti - dovrà necessariamente passare per il consenso dei Paesi Ue, della coalizione e dunque anche dell'Italia».
SARKOZY: INIZIATIVA DIPLOMATICA DI PARIGI E LONDRA
Il presidente francese nicolas sarkozy ha annunciato che parigi e londra stanno preparando un'iniziativa per una «soluzione politica e diplomatica» della crisi libica. in particolare, sarkozy ha spiegato che, in preparazione della riunione di martedì a londra sulla crisi libica del gruppo che sta conducendo l'intervento militare «ci sarà sicuramente un'iniziativa franco-britannica per dimostrare che la soluzione è non solo militare ma anche politico-diplomatica». sen/sam/lv 251356 mar 11 nnn
NO FLY ZONE PER 90 GIORNI
La missione della Nato per il rispetto della No Fly Zone in Libia è prevista per di 90 giorni. Il piano comunque - ha spiegato una fonte militare dell'Allaenza - può essere prolungato o ridotto. La missione sarà pienamente operativa entro 48 ore, ha aggiunto la stessa fonte spiegando che il comando della No Fly Zone sarà nella base Joint Force Comande di Napoli, che si avvale del centro operativo Caoc, il Combined Air Operations Center di Poggiorenatico (Ferrara).
INSORTI: 8-10MILA MORTI DA INIZIO RIVOLTA
Secondo gli insorti tra 8.000 e 10.000 persone sono morte in Libia dall'inizio della rivolta contro Gheddafi. Lo ha detto un portavoce da Bengasi. «Sappiamo che a Tripoli 1.200 persone tra attivisti politici e gente comune sono state prelevate dalle loro case e potrebbero essere utilizzate come scudi umani», ha spiegato il portavoce. Geriani ha rivelato che più volte il regime ha cercato una mediazione con i ribelli, che hanno respinto ogni tentativo. I rivoltosi hanno anche precisato che non sono in corso e non sono previste trattative con i capi tribali.