Draghi e Monti, i due Mario seducono l'Ue

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9 febbraio 2012
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«Nel momento in cui si guarda tanto al modello tedesco, sono due grandi Europei italiani che, nella nebbia deprimente della zona euro, si distinguono per la chiarezza delle loro idee per uscirne»: Mario Monti e Mario Draghi. È quanto ha scritto oggi in un editoriale il quotidiano economico francese Les Echos.

Un articolo celebrativo dopo quelli, dedicati ai primi 100 giorni alla guida della Bce di Mario Draghi, usciti sul Financial Times e su Le Monde.

«Oltre ad aver immediatamente cancellato l'immagine lasciata dal suo predecessore, il premier italiano offre una visione per rilanciare il suo Paese che va oltre il discorso univoco sulla necessaria riduzione di deficit e debito», si sottolinea nell'editoriale. Alla testa della terza economia europea, «il professor Monti» ha sostenuto «la pedagogia del rigore associata a una politica di offerta: liberalizzazione, concorrenza, flessibilità, revisione del perimetro dello Stato». È qui che si trova «l'unica via di uscita dalla crisi», ha scritto Les Echos, anche se «ci vorrà tempo perchè ci sono limiti a quello che i popoli possono accettare». «Serve dunque tempo e un altro italiano, Mario Draghi, l'ha capito - ha continuato - appena arrivato alla presidenza della Bce, ha subito spalancato l'orizzonte finanziario delle banche europee che stavano sfiorando l'asfissia. Ha offerto loro una finestra di liquidità di tre anni nel momento in cui avevano problemi a rifinanziarsi a breve termine».

«Dall'inizio della crisi della zona euro, gli stati rincorrono il tempo che hanno perso a non fare le riforme quando le cose andavano bene - conclude l'editoriale - Draghi glielo ha offerto. Ai leader europei spetta ora, sull'esempio di Monti, di approfittare di questa 'ultima occasione' per agire».

Ed è un vero e proprio tributo anche quello che due dei principali quotidiani europei, il Financial Times e Le Monde, hanno reso ieri ai primi 100 giorni di Mario Draghi alla testa della Bce. Se il quotidiano francese parla di «operazione riuscita», il giornale della City riconosce che l'ex governatore della Banca d'Italia ha scongiurato il disastro della stretta del credito con abilità.

Malgrado la situazione attuale sia ancora drammaticamente incerta visto il rischio default della Grecia, i rischi del comparto finanziario e l'economia europea e mondiale ferma, l'operato di Draghi è visto come uno degli elementi di maggiore successo. L'Ft nel tracciare il primo bilancio di Draghi parla così di sorpresa, abilità nell'agire senza fare troppo rumore e cambiare, di fatto, le carte in tavola evitando un 'credit crunch' in Europa che avrebbe potuto devastare equilibri economici fragilissimi. La crisi è lontana dall'esser risolta - scrive il corrispondente da Francoforte del quotidiano della City - ma Draghi si è mostrato capace di guadagnare tempo« di essere »veloce, e pragmatico, nel prendere decisioni«, riuscendo a vincere gli scetticismi e le resistenze di Berlino.

E Le Monde descrive il clima di entusiastico consenso attorno al presidente della Bce nell'ultimo consesso di Davos quando la comunità finanziaria mondiale ha riconosciuto come le inquietudini sul passaggio di mano di Trichet in un momento delicatissimo sono state superate e ha definito questo »non l'anno del dragone ma quello di Draghi«. Persino l'ipercritico premio Nobel americano Paul Krugman, ricorda Le Monde, ha riconosciuto come per la zona euro l'unica schiarita sia arrivata proprio dalla nomina di Draghi. Anche il giornale francese, come quello britannico, riconosce la bontà della mossa di predisporre la maxi operazione di rifinanziamento alle banche per evitare la stretta del credito. Le Monde ricorda poi il suo ruolo nel proporre l'accordo Ue sul fiscal compact e l'abilità con cui Draghi ha risolto la grana del capo economista alla Bce, conteso da Francia e Germania, nominando un belga (Peter Praet).