Le Monde contro Sarkozy: ci ha spiato sullo scandalo Bettencourt, quello dei presunti fondi neri al partito del presidente, violando la legge sul segreto delle fonti giornalistiche. L'Eliseo smentisce, ma il quotidiano afferma di avere le prove. E in serata arriva la conferma a quanto denuncia il giornale: il controspionaggio ha agito «legittimamente» e ha scoperto che all'origine delle fughe di notizie ci sarebbe un alto funzionario ministeriale. Lo ha annunciato in una nota il direttore generale della polizia nazionale Frederic Pechenard.
«Abbiamo delle certezze e degli elementi probatori», dice il direttore del quotidiano francese Le Monde, Eric Fottorino, dopo che lo stesso giornale ha denunciato questa mattina una violazione da parte dell'Eliseo della legge sul segreto delle fonti dei giornalisti.
Secondo Le Monde, l'Eliseo ha usato i servizi di controspionaggio per scoprire chi fosse l'informatore dei giornalisti del quotidiano nella vicenda della miliardaria erede de L'Oreal, Liliane Bettencourt, e del ministro del Lavoro, Eric Woerth. La presidenza smentisce duramente. «Abbiamo avuto le prove che il potere ha ordinato un'indagine, fuori da ogni quadro giuridico, un'indagine selvaggia per cercare di scoprire (...) da dove giungesse la fuga» di notizie, ha dichiarato Fottorino alla radio Europe 1: «Concretamente si tratta del controspionaggio, e ciò è del tutto illegale, del tutto anormale. Non si tratta di un'indagine giudiziaria nè amministrativa». Già questa mattina, Le Monde ha annunciato un'imminente denuncia contro ignoti.
Una vera e propria bufera proprio nel giorno in cui l'Assemblea Nazionale riprendeva il dibattito sul contestato progetto di riforma delle pensioni, che il 7 settembre ha portato in strada più di un milione di francesi (3 milioni, secondo alcune fonti). «L'Eliseo -ha scritto in prima Le Monde- ha fatto ricorso, a luglio, a procedimenti che violano direttamente la legge sulla protezione del segreto delle fonti dei giornalisti. Le Monde ha deciso di presentare una denuncia contro ignoti per violazione del segreto delle fonti«.
Secondo il quotidiano, dopo la pubblicazione il 18 e il 19 luglio dei dettagli sull'interrogatorio alla polizia del gestore della fortuna di Bettencourt, Patrice de Maistre, che ammetteva di aver fatto favori a Woerth, il controspionaggio cercò l'origine di queste infiltrazioni e, tra i potenziali responsabili, si concentrò su un consigliere del Ministero della Giustizia, David Senat. Agenti dei servizi di spionaggio controllarono il telefono di lavoro di Senat e trovarono le chiamate con il giornalista di Le Monde, Gerard Davet, che aveva firmato i pezzi sugli interrogatori a De Maistre.
La denuncia di Le Mond eha spinto l'eurodeputata ecologista, Eva Joly, a paragonare la vicenda al Watergate, lo scandalo di spionaggio che mise in ginocchio l'allora presidente Usa, Richard Nixon. Sarkozy ha smentito oggi stesso, attraverso il suo gabinetto, le accuse precisando che «la presidenza non ha mai dato istruzioni (sulla vicenda) a nessun servizio».