La delusione del pm e dei Comuni vittime di strage

strage naziste, berlino, aja
3 febbraio 2012
A - A
La decisione della Corte internazionale di giustizia dell'Aja «certamente genera delusione per le aspettative di tante famiglie che non possono avere nessun risarcimento, benchè minimo» per l'uccisione dei propri familiari da parte dei nazisti. E' sconfortato il procuratore militare di Roma Marco De Paolis che da anni dedica la sua vita professionale a scovare prove e indizi contro i gerarchi che hanno compiuto le stragi naziste in Italia. «Ma questa - aggiunge il procuratore - può essere almeno l'occasione per rilanciare la richiesta di far scontare la pena ai tanti ex criminali di guerra nazisti condannati all'ergastolo in Italia e che vivono invece liberi in Germania».

«All'inizio, nei primi processi - spiega De Paolis - mi ero opposto alla chiamata in causa della Germania, poi mi sono adeguato alla giurisprudenza della Cassazione, che condivido in linea di principio. Sicuramente c'è una delusione per le aspettative dei parenti delle vittime, ma occorre considerare che il diritto internazionale è un diritto particolare, non ha codici, ma è consuetudinario e pattizio, e probabilmente i tempi non sono ancora maturi perchè questo principio di chiamata in causa degli Stati si possa affermare». Ai familiari delle vittime, aggiunge, «è ancora possibile rendere giustizia». In un altro modo, però: «Facendo scontare la condanna ai tanti ergastolani condannati in Italia rimasti finora impuniti».

Questa è una vecchia battaglia di De Paolis, il magistrato italiano che ha istruito la stragrande maggioranza di questi processi: «i condannati all'ergastolo in primo grado sono 71. Poi molti sono morti di vecchiaia, per altri i tre gradi di giudizio sono ancora in corso, ma per diversi è scattata la condanna definitiva da parte della Cassazione».

Si tratterebbe di una ventina di persone, quasi tutte ultranovantenni, ritenute responsabili dei peggiori crimini commessi dai nazisti, da Marzabotto a Sant'Anna di Stazzema, a Civitella Val di Chiana. In gran parte si sono totalmente disinteressati ai processi in cui erano imputati e hanno sempre continuato a vivere tranquillamente in Germania. Il problema è che i mandati di arresto europeo nei loro confronti sono stati respinti al mittente, così come non hanno avuto esito i successivi tentativi dei magistrati di far scontare le pene nel loro Paese. I giudici con le stellette hanno infatti inoltrato al ministero della Giustizia la richiesta di esecuzione della pena in Germania, ma a tutt'oggi non hanno ricevuto alcuna risposta. Di queste loro istanze si sono perse le tracce e allo stato non si sa nemmeno se sia il governo tedesco che deve ancora pronunciarsi, oppure - come sembrerebbe - se è quello italiano che non ha mai inoltrato l'istanza alla Germania. Ora, forse, è arrivato il momento di «fare giustizia».

La delusione rimbalza da Marzabotto a Sant'Anna di Stazzema. Di sentenza «vergognosa», una «nuova ferita» per le vittime delle stragi naziste. Parla È duro il giudizio del sindaco di Sant'Anna di Stazzema una delle città-simbolo delle stragi, Michele Sillicani, «Sentenza vergognosa – dice il sindaco - perchè lede il diritto di chi ha subito un torto di poter ricorrere ed ottenere giustizia». «Non siamo tra coloro che hanno richiesto degli indennizzi in denaro per una precisa scelta perchè - spiega il sindaco - i familiari dei nostri 560 martiri hanno solo chiesto verità e giustizia. Rispettiamo la posizione di chi oltre la condanna aveva richiesto anche un risarcimento in termini economici».