L'ultima di Wikileaks
La Corea del Nord voleva Clapton

 
eric clapton, rock
12 dicembre 2010
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Il governo nordcoreano chiese agli Stati Uniti di organizzare un concerto di Eric Clapton a Pyongyang, sottolineando come l'iniziativa avrebbe potuto persuadere il "Caro leader" Kim Jong-Il ad accettare l'ingresso nel Paese di aiuti umanitari: lo si legge in uno dei cablogrammi riservati statunitensi diffusi dal sito di WikiLeaks.

Come riporta il quotidiano britannico The Guardian, l'iniziativa - che risale al 2007 - era partita da uno dei figli di Kim, Kim Jong-chol, grande appassionato del chitarrista "Slowhand": iniziativa del tutto inusuale perché rock e pop sono di fatto proibiti in Corea del Nord in quanto considerati veicoli di perniciose influenze occidentali.

Sta di fatto che il progetto sembra avere inizialmente incontrato qualche successo perché l'anno successivo Clapton si dichiarò "in linea di principio" disposto ad esibirsi a Pyongyang nel 2009, salvo poi smentire successivamente la notizia.

Nel 2008, il 26 febbraio, ci fu comunque un concerto “diplomatico” nel paese schiacciato dalla dittatura. Lorin Maazel guidò la Philharmonic Orchestra di New York nella capitale nordcoreana: il concerto rientrava in un accordo per cui gli Usa davano aiuti umanitari se Pyongyang ritirava missili da sue basi. Quel concerto scatenò polemiche e consensi negli Stati Uniti: c'era chi sosteneva che in sostanza il direttore e la notevole orchestra venivano usati dalla dittatura per propaganda, chi che al contrario apriva una breccia in quel muro impenetrabile.