Jihadisti rivendicano, torna lo spettro Al Qaeda

oslo 640
22 luglio 2011
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È solo l'inizio della risposta ai giornali norvegesi che hanno pubblicato le vignette su Maometto. A scriverlo su internet è un gruppo finora sconosciuto, «Aiutanti della jihad globale», secondo quanto riferito dalla tv norvegese Nrk.ù

Nello stile ambiguo tipico dei gruppi jihadisti a tarda sera, Ansar Jihad al-Alami ha  smentito di aver a che fare con gli attentati a Oslo, aggiungendo in modo sibillino che «coloro che hanno per davvero sferrato gli attacchi devono essere sicuramente noti a tutti». Intanto, Brynjar Meling, avvocato del mullah Krekar, sgombra il campo da ogni possibile ipotesi sul coinvolgimento del regligioso. Era in moschea ed è sorpreso come tutti di quanto accaduto nel centro di Oslo, sostiene Meling, che ha parlato con il quotidiano norvegese Dagbladet. Meling ha respinto con forza qualsiasi ipotesi di coinvolgimento del suo cliente con l'esplosione di oggi.

Secondo gli analisti ci sarebbero almeno tre ragioni per cui al Qaida potrebbe puntare a colpire Oslo.

LE MISSIONI INTERNAZIONALI: La Norvegia partecipa alla missione Isaf della Nato in Afghanistan sin dal suo inizio, a fine 2001. Già nel 2007, l'allora vice di Osama bin Laden e attuale numero uno del gruppo, Ayman al Zawahiri, minacciò il paese scandinavo «per la sua partecipazione alla guerra contro i musulmani». Allo stato attuale, Oslo mantiene poco più di 400 soldati in Afghanistan, dislocati per la maggior parte nell'area nord del paese. I norvegesi sono impegnati anche nel Team di ricostruzione provinciale di Maymana. Circa quattro mesi fa, al momento della sua nascita, la Norvegia ha inoltre aderito alla missione Unified Protector della Nato, attualmente in corso in Libia. Oslo partecipa con l'invio di sei aerei F-16 ma ha già annunciato la fine delle sue operazioni a partire dal primo giorno di agosto.

LE VIGNETTE DI MAOMETTO:
Nell'anno 2006, un piccolo giornale norvegese ha rilanciato alcune vignette su Maometto - pubblicate originariamente in Danimarca - ritenute oltraggiose dall'intera comunità musulmana. Oslo ha così attirato su di sé la reazione rabbiosa degli islamici, che avevano già duramente condannato Copenaghen per le caricature «offensive». Nelle settimane successive alla pubblicazione delle vignette, durante una manifestazione di protesta in Siria, è stato appiccato del fuoco davanti all'ingresso dell'ambasciata norvegese a Damasco. E in Pakistan, gli uffici della compagnia norvegese Telenor sono finiti sotto attacco.

IL MULLAH KREKAR: Un tempo leader del gruppo islamico Ansar al Islam, il mullah curdo iracheno Krekar giunse in Norvegia come rifugiato politico negli anni '90. Dopo avere trascorso molti anni facendo la spola tra Oslo e il Kurdistan, fu arrestato nel settembre del 2002. Nonostante le accuse di terrorismo caddero l'anno successivo, il mullah Krekar è sempre stato ritenuto una minaccia per la sicurezza nazionale e tenuto agli arresti domiciliari in attesa della sua estradizione in Iraq. Ma i suoi legami con al Qaida non sono mai stati confermati con precisione e per molti islamici, non solo radicali, il trattamento a lui riservato dalla Norvegia rappresenta soltanto un segnale di sudditanza nei confronti dei «crociati» statunitensi.