In una lettera, il colonnello libico Muammar Gheddafi ha implorato il presidente degli Stati Uniti Barack Obama di mettere fine «a una guerra ingiusta contro un piccolo popolo di un Paese in via di sviluppo». Fonti ufficiali statunitensi credono che la lettera di tre pagine ottenuta in esclusiva dall'Associated Press sia autentica.
Gheddafi ha scritto che il suo Paese è stato colpito dalla campagna della Nato più moralmente che fisicamente e che una società democratica non può essere costruita attraverso missili e attacchi aerei. Il leader libico ha ribadito che i suoi nemici sarebbero membri di al-Qaeda. Nella lettera, il colonnello chiama Obama «nostro figlio» e dice di sperare che vinca le elezioni del 2012.
Imbarcato primo carico di petrolio degli insorti
Sempre oggi una nave cisterna ha lasciato il porto di Tobruk per la prima consegna di petrolio da quando il governo dei ribelli ha ottenuto il riconoscimento da alcuni paesi. La nave, di proprietà greca e registrata in Liberia, è partita dal terminal con un carico del valore di 100 milioni di dollari, destinati a finanziare gli insorti .
La Nato ha assicurato che farà di tutto per proteggere i civili a Misurata. L'Alleanza ha risposto così alle accuse dei rivoltosi libici di non proteggere la popolazione innocente. Anche oggi alcuni capi del rivoluzionari hanno imputato alle forze della coalizione internazionale un rallentamento delle operazioni militari contro le truppe di Muammar Gheddafi.