Il campo di battaglia dell'offensiva jihadista di udg

Siria, proteste e morti
Di Umberto De Giovannangeli
13 settembre 2012
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La doppia sfida salafita: all’Occidente «apostata», e all’Islam politico che, come in Egitto e Turchia, ha scelto la strada dell’«istituzionalizzazione».

La Libia del dopo-Gheddafi è il fronte più avanzato, e penetrabile, di uno scontro che va ben al di là dei confini del Paese nord africano. Dalla Tunisia al Mali, dalla Libia alla Mauritania, puntando alla Siria e ai Paesi del Golfo: è l’immenso campo di battaglia su cui si dipana l’offensiva del network jihadista denominato «Al Qaeda».

A Bengasi è entrato in azione il gruppo salafita di Ansar al-Sharia, punta di diamante di quel variegato arcipelago di milizie dell’Islam radicale armato che mina la transizione democratica in Libia. Un attacco pianificato, in una data fortemente simbolica: l’11 Settembre. Nulla è stato lasciato al caso. Il film «blasfemo» è solo l’innesto di una strategia che mira a destabilizzare il Vicino Oriente, a influenzare le elezioni presidenziali americane e cancellare le «Primavere arabe» in un «Inverno jihadista».

A TUTTO CAMPO
Ansar al-Sharia, «i partigiani della legge islamica», è una milizia attiva nell’est della Libia che fa base nei dintorni di Beida, la città della Cirenaica che, secondo un rapporto dell’accademia militare Usa di West Point, ha dato i natali a numerosi kamikaze jihadisti entrati in azione in Afghanistan e Iraq.

La sigla è diffusa anche nel Maghreb e in Yemen, e sono provati i legami con il ramo nordafricano di al Qaeda, l’Aqmi, e quello saudita-yemenita, l’Aqap. Nel giugno scorso, lo stesso giorno in cui l’antiterrorismo Usa aveva confermato la morte del numero due di Al Qaeda, il libico Abu al-Libi nell’attacco di un drone, una bomba ad alto potenziale esplose lungo il muro di recinzione della sede di rappresentanza americana a Bengasi, la stessa assaltata l’altro ieri. In quell’occasione, la rivendicazione era arrivata dal «gruppo del prigioniero Omar Abdel-Rahman», lo sceicco cieco che sta scontando l’ergastolo in Usa per una serie di piani di attacchi terroristici.
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