Il Presidente delle Maldive Mohamed Nasheedsi si è dimesso nel discorso rivolto alla nazione dopo l'ammutinamento della polizia e tre settimane di proteste di piazza.
«Nell'attuale situazione sarebbe meglio per il Paese se io mi dimettessi. Non voglio governare il Paese con il pugno di ferro. Mi dimetto», ha detto Nasheed.
Le dimissioni rappresentano una sconfitta per Nasheed, ex attivista per i diritti umani salito al potere dopo aver battuto nelle prime elezioni multipartitiche del Paese Maumoon Abdul Gayoom, presidente dal 1978 al 2008. Il passo indietro arriva in seguito a settimane di proteste dopo l'ordine di arresto del giudice Abdulla Mohamed, a capo della Corte penale, emesso dallo stesso Nasheed.
«Non voglio fare del male ai maldiviani. Sento che se rimanessi al potere i problemi aumenterebbero soltanto, e questo nuocerebbe ai nostri cittadini», ha dichiarato Nasheed, aggiungendo che «la migliore opzione a disposizione è quella di farmi da parte».
Dopo settimane di rivolte, la crisi ha raggiunto un picco oggi, quando centinaia di poliziotti si sono uniti alla protesta nella capitale Male dopo l'ordine di ritirarsi dalle strade e quindi togliere la protezione a dimostranti filogovernativi e dell'opposizione che stavano marciando in luoghi vicini. Il ritiro è sfociato in uno scontro con l'esercito in cui sono rimaste ferite almeno tre persone. In seguito gli stessi soldati hanno usato proiettili di gomma sui poliziotti, che hanno poi chiesto le dimissioni di Nasheed. Il presidente uscente dovrebbe consegnare i poteri al vice, Mohammed Waheed Hassan, che in passato ha lavorato per l'Onu e guidato la missione Unicef in Afghanistan.
Sono stati informati di quanto sta accadendo nella capitale Male e «stanno tutti bene gli italiani che si trovano alla Maldive» dove il presidente Mohamed Nasheed si è dimesso dopo che stamani la polizia ha occupato la tv di stato. Lo ha riferito il console italiano alle Maldive, Giorgia Marazzi, contattata telefonicamente dall'ANSA. Nella capitale, ha riferito il console, ci sono una quarantina di italiani, mentre è elevata la presenza di connazionali nei resort dell'arcipelago dell'Oceano indiano.