La sfida di un 16enne al terrorista

sopravvissuto utoya 304
1 agosto 2011
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Ha sedici anni. Ed è vivo. E questa, visto quello che ha vissuto nelle ultime due settimane, è una notizia. Si chiama Ivar Benjamin Oesteboe ed è uno dei sopravvissuti alla strage di Utoya, dove venerdì 22 luglio sono stati uccise decine di ragazzi da Anders Behring Breivik. Ed è al fondamentalista cristiano che il ragazzo si rivolge: «Caro Breivik hai fallito, noi non risponderemo al male con il Male, come vorresti tu. Noi combattiamo il Male con il bene, e noi vinceremo». Oesteboe pubblica tutto su Facebook, quel social network che negli attimi di terrore vissuti nell'isoletta norvergese ha registrato le ansie e le paure di decine di altri ragazzi che assistevano all'arresto dello stragista praticamente in diretta.

Oesteboe, con pochi altri ragazzi che partecipavano al campo estivo dei giovani laburisti, aveva trovato rifugio dietro a un cespuglio alla furia di Breivik, ma che ha perso cinque amici nella strage. «Tu crederai forse di aver vinto. Uccidendo i miei amici e i miei compagni, tu forse credi di aver distrutto il partito laburista e coloro che in tutto il mondo credono in una società multiculturale», ma, prosegue Oesteboe, «sappi che hai fallito». «Tu descrivi te stesso come un eroe, un cavaliere. Tu non sei un eroe. Ma una cosa è sicura: tu di eroi ne hai creati. A Utoya, in quella calda giornata di luglio, tu ha creato alcuni fra i più grandi eroi che il mondo abbia mai prodotto, hai radunato l'umanità intera», scrive il ragazzo. «Tu - scrive ancora il giovane laburista sopravissuto all'aguzzino - meriti di sapere cosa ha prodotto il tuo piano. Molti sono arrabbiati con te, tu sei l'uomo più odiato della Norvegia. Io non sono arrabbiato. Io non ho paura di te. Non ci puoi colpire, noi siamo più grandi di te. Noi non risponderemo al male con il Male, come vorresti tu. Noi combattiamo il Male con il bene. E noi vinceremo».