Bene le Borse e spread
Merito della spinta di Draghi

Borse, altanelanti
26 luglio 2012
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Se i mercati avevano bisogno di una boccata d'ossigeno, è arrivato il messaggio arrivato dalla Lancester House di Londra, dal presidente della Bce, Mario Draghi. Poche parole ma più incisive di un'iniezione di liquidità della Bce («Siamo pronti a tutto per salvare l'euro, e credetemi sarà sufficiente») che sono riuscite nel miracolo di rafforzare i mercati e depotenziare lo spread, sceso sotto i 500 punti nel giro di 10 minuti dai 520 dell'apertura, per chiudere sotto i 475 punti.

Immediata anche la risposta delle Borse, con Milano che oscillava sulla parità e balza poco dopo ad un +2% per continuare al rialzo fino a chiudere a +5,6%, superata solo dal +6% di Madrid e ben sopra i rialzi del 4% di Parigi, del 2,7% di Francoforte e dell'1,4% di Londra.

Sarà stato lo 'spiritò olimpico che aleggia sulla capitale britannica a poco più di 24 ore dall'inaugurazione dei Giochi o forse la necessità di mandare segnali alla speculazione galoppante degli ultimi giorni, tant'è che il presidente della Bce è riuscito nell'intento. Ospite del premier britannico David Cameron, il numero uno dell'Eurotower ha ricordato «i progressi straordinari compiuti dall'area euro negli ultimi sei mesi», un periodo turbolento che ha messo a dura prova la tenuta del sistema che ora - è il massaggio che parte da Londra all'indirizzo di Bruxelles e dei Paesi big dell'eurozona - deve marciare più forte ma soprattutto «più unito». «L'euro è irreversibile e la Bce è pronta a fare tutto il necessario per salvare la moneta unica», il preambolo di Draghi, che ha ripetuto ancora una volta come «l'area euro è più forte di quanto non le venga riconosciuto» ed «è impensabile immaginare che un Paese possa uscire dall'eurozona».

I firewall (lo scudo anti-spread), ha aggiunto, «sono pronti a funzionare meglio che in passato», però è necessario uscire dalla frammentazione finanziaria«, arrivare ad una vera unione bancaria, finanziaria e fiscale, anche perchè - ha lamentato Draghi - il mercato interbancario tra i vari Paesi non sta funzionando al meglio». Il problema di fondo, però, resta sempre il solito: «negli ultimi 10 anni, sia a livello nazionale che europeo, i governi non hanno fatto nulla».