La conferma ormai è ufficiale. Il presidente serbo Boris Tadic ha confermato l'arresto di Ratko Mladic ricercato per genocidio durante una conferenza stampa trasmessa in diretta televisiva.
La cattura di Ratko Mladic «chiude una pagina di storia per la Serbia e ne apre una nuova, verso il futuro», ha dichiarato il presidente serbo Boris Tadic durante la conferenza stampa. Tadic non ha voluto confermare il luogo preciso dell'arresto (che sarebbe il villaggio di Lazarevo, a 80 chilometri da Belgrado), ma ha detto che è stato preso in territorio serbo. «Non starò ad analizzare tutti i dettagli di tutte queste indagini cruciali ancora in corso, e solo una volta finite diremo dove e come è stato arrestato», ha sottolineato il capo di stato.
Ratko Mladic è comparso a Belgrado davanti al giudice per i crimini di guerra, che gli contesterà i capi d'imputazione. Lo hanno riferito i media. L'udienza è cominciata alle 19.40.
La prima udienza di Ratko Mladic a Belgrado è stata interrotta da un apparente malore che ha colpito il «boia di Sebrenica». I dottori hanno fatto sapere che informeranno la corte quando potrà tornare in aula.
Per la sua estradizione all'Aja, sede del Tribunale penale Internazionale, occorrerà circa una settimana: lo ha precisato Bruno Vekaric, vice procuratore di Belgrado per i crimini di guerra, che ha così smentito le indiscrezioni riferite poco prima dall'emittente televisiva serba Rts, secondo cui il «boia di Srebrenica» sarebbe già stato in volo verso i Paesi Bassi.
«Mladic», ha spiegato il magistrato, «dev'essere interrogato da un giudice per le indagini preliminari, quindi gli debbono essere notificate le incriminazioni, e ha il diritto di presentare appello contro il decreto di estradizione», ha aggiunto.
Il vice procuratore di Belgrado per i crimini di guerra, Bruno Vekaric, ha fatto sapere che occorrerà una settimana circa per completare l'estradizione di Ratko Mladic, ex capo delle forze armate serbo-bosniache, al tribunale penale dell'Aia. «Ci vorrà massimo una settimana. dipende se vi sarà ricorso in appello o no», ha affermato Vekaric.
La cattura era stata annunciata dall'emittente serba B92, che ha riportato il quotidiano croato Jutarni List.
Ratko Maldic è agli arresti, in custodia dell'intelligence serba. Lo riferisce un amico di famiglia dell'ex capo militare dei serbi di Bosnia. La commissione europea: ci sono buone ragioni per credere che sia lui. Lo ha detto la portavoce Natasha Butler.
Sul sito di B92 si legge che «la polizia serba ha solo brevemente accennato che sono in corso le analisi di verifica del Dna per l'identificazione». In particolare «un'operazione segreta della polizia serba è stata condotta nella notte in territorio serbo». L'uomo arrestato, stando a quanto scrive il quotidiano croato «si chiama Milorad Komadic» ed «è fisicamente molto somigliante a Mladic».
Ricercato dal 1995, l'ex generale serbo bosniaco è accusato dal Tribunale penale internazionale dell'Aia (Tpi) del genocidio di 8.000 civili musulmani a Srebrenica (Mladic è stato soprannominato appunto il boia di Srebrenica), in Bosnia, nel luglio 1995. L'ex capo militare dei serbi bosniaci è formalmente accusato dal tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia di genocidio, crimini contro l'umanità, violazione delle leggi di guerra nell'assedio di Sarajevo e nel massacro di Srebrenica.
Il suo arresto potrebbe essere una svolta per il cammino europeo di Belgrado, così come per la giustizia internazionale.
L'Unione europea ha accolto positivamente la notizia dell'arresto di Ratko Mladic e ha chiesto che l'ex capo delle forze armate serbo-bosniache sia trasferito il prima possibile presso la Corte internazionale Onu dell'Aja. la portavoce della responsabile della politica estera della Ue, Catherine Ashton, ha chiesto che «Mladic sia trasferito senza ritardi».
Gli Stati Uniti plaudono all'arresto di Ratko Mladic. «Ci congratuliamo per il successo dell'operazione», che è una buona notizia per tutte le famiglie che hanno sofferto, afferma la Casa Bianca.
Radovan Karadzic, ex presidente bosniaco accusato di crimini di guerra e genocidio dal Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia dell'Aia, ha detto di essere «dispiaciuto per la perdita di libertà del generale Mladic». I commenti sono stati riportati dall'avvocato di Karadzic.