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La politica si difende affermando la sua dignità. L’indennità che la Costituzione assegna ai parlamentari è stata concepita come il corrispettivo di un impegno a tempo pieno, di una dedizione completa al mandato ricevuto dagli elettori. I doppi stipendi, il cumulo di redditi rappresentano non solo un cedimento in termini di sobrietà e di rigore, ma una possibile fonte di conflitto di interessi. E comunque svalutano quell’impegno solenne che deputati e senatori assumono con il Paese.
Se si vuole davvero contrastare l’antipolitica e riaffermare il valore della rappresentanza democratica, occorre stabilire regole severe. Una proposta di legge (a firma di Follini, Agostini e altri) è stata presentata in Senato. L’Unità sosterrà chiunque è disposto a battersi affinché, nel corso del mandato parlamentare, agli eletti sia impedito di percepire altri stipendi o di svolgere un altro incarico.
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