Viareggio, fiaccolata
In 15mila per avere giustizia

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30 giugno 2011
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Una fiaccolata carica di dolore e di determinazione per conoscere la verità e inchiodare i colpevoli alla loro responsabilità. A Viareggio ieri sera in più di 15mila hanno sfilato per chiedere giustizia a un anno dal 29 giugno del 2009 quando il fuoco di convogli merci esplosi ha ucciso via 32 vittime innocenti, tra cui donne, uomini e bambini. Con la ricorrenza è nato nella città tirrenica il coordinamento delle associazioni e dei comitati dei familiari delle vittime delle stragi avvenute in Italia in questi anni.

Il corteo si è concluso in via Ponchielli, la strada più devastata dalle esplosioni, per attendere le 23:48, l'ora della strage di due anni fa. Un serpentone di dolore e commozione, salutato dal fischio di ogni treno passato dalla stazione di Viareggio. Daniela Rombi, madre di una delle vittime che a nome dell'associazione «Il mondo che vorrei» è tornata a chiedere le dimissioni dell'ad della Ferrovie Mauro Moretti, tra gli indagati nell'inchiesta sulla strage. Con lei Loris Rispoli, presidente di una delle associazioni dei familiari del Moby Prince: «Non saremo più soli e siamo uniti per la verità e la giustizia», ha detto riferendosi alla costituzione della associazione tra i gruppi di familiari di stragi italiane che chiedono giustizia.

Per tutto il giorno i treni in transito nella stazione di Viareggio hanno emesso fischi in memoria delle 32 vittime. In via Ponchielli, luogo della tragedia, passando dalla stazione ferroviaria dove intorno alle 22 i familiari e il sindaco Luca Lunardini ancora una volta hanno chiesto giustizia e verità per ciò che è avvenuto quella notte, poi di fronte alla Croce Verde c'è stata la deposizione di una corona di fiori, la sede subì dei danni e alcuni volontari furono feriti. Poi la sosta alla Casina dei Ricordi dove dei bambini hanno letto poesie per attendere le 23,48, l'ora dell'esplosione in via Ponchielli.

Tanti gli striscioni presenti al corteo aperto dal labaro del Comune, poi quello dei comitati, dei ferrovieri che chiedono più sicurezza. Per il sindaco Luca Lunardini «Viareggio ha dimostrato in questi due anni di avere un cuore grande che può contenere il coraggio e la dignità dei suoi abitanti. Un cuore così grande che sa accettare e condividere il coraggio dei più e la piccolezza dei meno. Abbiamo già fatto parecchio in questi due anni per la ricostruzione in via Ponchielli, ma ancora resta da fare, ma con l'aiuto del Governo e delle varie istituzioni oltre che dei viareggini e di tanti generosi siamo riusciti a ripartire. Nessuno di coloro che ha subito danni e distruzione delle proprie abitazioni è stato in tenda o nei container». Ora la gente aspetta l'iter dell'inchiesta della Procura di Lucca.

COORDINAMENTO COMITATI: MAI PRESCRIVERE REATI STRAGI
Del coordinamento fanno parte, fra gli altri, i comitati viareggini 'Il Mondo che vorreì e l«Associazione 29 giugnò, i parenti delle vittime della sciagura del Moby Prince di Livorno, le associazioni dei familiari delle vittime dei terremotati dell'Aquila e di San Giuliano di Puglia, del disastro aereo di Linate e di quello di Castelvecchio di Reno, degli incidenti sul lavoro avvenuti a Piombino e alla Thyssen.

In un documento, i familiari delle vittime chiedono che i reati contestati per “simili stragi mai debbano essere prescritti e che non si cancelli la ricerca della vera verità e l'affermazione di una giustizia giusta”. Fra i cartelli appesi nel palazzetto dello sport, alcuni riguardano l'Ad delle Ferrovie, Mauro Moretti, indagato per la strage di Viareggio. Su uno c'è scritto “Dimissioni subito”, su un altro “Moretti ultima fermata”.