Vendola sorride e scalda
i motori: «Primarie e poi si vota»

Il leader di SeL temeva l’asse del Pd con Fli e Udc. In Transatlantico qualcuno scherza: «Nichi è sempre maledettamente fortunato...».
Di Andrea Carugati
15 dicembre 2010
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Scalda i motori, Nichi Vendola. E non fa nessuno sforzo per mostrarsi dispiaciuto della vittoria ai punti del Cavaliere. «Non partecipo col cuore alle vicende del Palazzo», sorride il governatore passeggiando per il Transatlantico, quando ormai la polvere degli scontri del mattino si è depositata. Non si era mai mostrato particolarmente entusiasta dell’asse del Pd con Fli e Udc, e che vedeva come il fumo negli occhi un governo di transizione che avrebbe allontanato le urne di vari mesi, forse di più. Anche se autorevolissimi dirigenti del Pd lo avevano chiamato per chiedergli fair play, «non sparare contro il nuovo governo, se puoi».

E invece no. Alcuni deputati pugliesi del Pd ci scherzano su: «Nichi è sempre maledettamente fortunato...». E lui insiste: «Questa legislatura è finita, è evidente che non c’è spazio per costruire formule un po’ artificiali che non hanno fondamento qui, e soprattutto nella realtà». Ecco, appunto. Vendola, anche per ragioni oggettive, visto che non ha deputati, guarda fuori dai palazzi, alle primarie che (forse) verranno se si andrà alle urne a marzo, come lui stesso pronostica: «Sono pronto a candidarmi per fare il leader del centrosinistra», confida, poco prima che Fini proclami il risultato del voto di fiducia.

«È l’Italia che sta sfiduciando Berlusconi, c’è un sentimento collettivo dilagante, tanta gente che non sopporta più questa scena. Il problema è tradurre questa rabbia in un processo positivo». Sorride Vendola, anche perché non vede nel voto un successo del Cavaliere: «314 è un numero maledetto, una vittoria provvisoria, la peggiore: è un attimo di euforia che due secondi dopo si trasforma in depressione». Primarie dunque. Da fare «in fretta». «E non lo dico da oggi, do semplicemente voce a una cosa che è nella realtà».

Il governatore pugliese sintetizza la sua analisi sulle prossime fasi del governo: «Berlusconi tenterà di allargare la maggioranza alle forze centriste, ma penso che non troverà terreno fertile per un nuovo centrodestra». Ecco perchè si voterà presto, a marzo. E allora i gazebo «vanno convocati immediatamente», dice Gennaro Migliore, uno dei colonnelli di Vendola. «Si sono consumati tutti i margini per le manovre di palazzo, l’alleanza naturale che il nostro popolo si aspetta è Pd-Idv-Sel, per eventuali allargamenti si vedrà poi», dice Migliore. Che fissa a «fine gennaio-inizio febbraio» la data utile per le primarie.

«Per noi si potrebbero anche fare insieme a quelle di Bologna e Napoli, il 23 gennaio». «Prendere altro tempo e rinviarle ancora sarebbe una beffa per gli elettori. Le primarie sono l’unica strada per mobilitare i nostri elettori, per vincere poi le elezioni vere». E l’alleanza del Pd con Casini? «Quella è sempre stata solo nella mente dei dirigenti del Pd, Casini ha già detto che alle urne si presenterà da solo», dice Migliore. «Ha ragione Parisi: quante altre sconfitte servono prima che il gruppo dirigente del Pd riveda la sua linea?».