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Speciale Elezioni 2013

Veltroni a Renzi: «Non sciupare la storia del Pd»

Veltroni Renzi
17 settembre 2012
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Una stretta di mano rapida nel backstage del palco della Festa del Pd a Firenze. E un duetto di riconoscimenti e di preoccupazioni condivise di fronte al pubblico. Così si può sintetizzare il confronto tra Matteo Renzi, il rottamatore, e Walter Veltroni, l'ex segretario, il primo del Pd. Il primo incontro, dopo la frase tra l'ironico e l'irrispettoso di Renzi nei confronti di Veltroni di qualche giorno fa dai microfoni di Radio 2: «Direi che i successi maggiori li ha avuti come romanziere. Gli auguro tanti romanzi belli per il futuro».

In programma, quasi a farlo apposta, la presentazione di un nuovo libro di Veltroni L'isola e le rose, moderatore il giornalista Massimo Gramellini che ha esordito sul palco con una battuta nei confronti di Renzi. «Un tempo si diceva che i comunisti mangiano i bambini, ora abbiamo un bambino che vuol mangiare i comunisti...».

«Nessuno utilizzi, in questo caso contro Matteo, le frasi che Berlusconi dice per spaccare il Pd», ha ammonito Veltroni riferendosi alle frasi, che lo staff di Renzi ha definito «un tentativo di sgambetto», pronunciate oggi da Silvio Berlusconi secondo il quale « Renzi ha le nostre idee». «Io credo che il Pd come Veltroni lo ha concepito al Lingotto è un Pd che non ha paura del futuro. Ma il gruppo dirigente attuale lo vede più come una minaccia», ha replicato Renzi. Il sindaco rottamatore è comunque tornato a rivendicare il ricambio generazionale che è il punto di forza della sua campagna ma con toni molto più soft.«Non accusate di alto tradimento chi cerca di fare le cose che non sono state fatte finora. Rivendicare questo ruolo per la sinistra non è mancare di rispetto - ha detto -. La mia generazione è incapace di raccontare se stessa - ha aggiunto Renzi - , voi vi siete sempre rappresentati come la meglio gioventù, e in parte è colpa nostra».

«A me del libro di Veltroni, che mi convince e mi piace - ha proseguito il sindaco -, rimane un dubbio: ovvero se noi abbiamo un'idea di isola aperta e inclusiva o se abbiamo un'idea di isola come perimetro chiuso, come fortino. In questa distinzione sta il futuro della sinistra italiana: fortino o luogo aperto?». Sotto il tendone, un folto pubblico, molti anche in piedi, hanno applaudito entrambi con qualche isolata contestazione sui temi della rottamazione della classe dirigente. Gramellini ha poi cercato di far uscire allo scoperto Veltroni sull'eredità politica. «Matteo Renzi è il tuo erede?», ha chiesto a Walter Veltroni Gramellini. «Io non mi schiero - ha risposto l'ex sindaco di Roma -. Come Prodi io ne voglio stare fuori dalla storia dell'erede. Ma guardo alle primarie come a una risorsa», ha aggiunto specificando che darà una mano a chi vincerà le primarie «per raggiungere il risultato migliore».

Finale da padre nobile del Pd per Veltroni, tra gli applausi del pubblico. Rivolgendosi a Renzi, Veltroni lo ha invitato a «non sciupare» la storia del Pd. «Non fatevi prendere in una dimensione identitaria - ha detto -, non fatevi prendere dall'idea della contrapposizione facendo venir meno quella dimensione collettiva che ha caratterizzato la nascita del Pd per essere arcipelago, confluenza di esperienze diverse. Non sciupate questa storia. Ora non si può sbagliare il rigore, ciascun candidato deve esaltare la più grande idea politica, quella del Pd».