Speciale primarie Pd 8 dicembre 2013
Speciale Elezioni 2013

Berlusconi: riecco Forza Italia

minetti
15 luglio 2012
A - A
Il caso Minetti è solo l'ultimo ad agitare il sonno di Berlusconi. Alfano oggi ha dato l'ultimatum alla consigliera lombarda. «Domani deve dimettersi, dice. E Berlusconi si inquieta sempre di più.

Dopo la botta delle dimissioni, e un conseguente periodo di letargo, ci mancava solo questa grana. Il Caimano della politica italiana si è risvegliato e si appresta a girare, come ha scritto ieri il tedesco Die Welt, la parte IV del Padrino. Protagonista, of course, lui stesso, nei panni però del Berlusconi del '94, l'uomo delle speranze, col sole in tasca e il futuro radioso di là da venire. A quel passato lontano vorrebbe ritornare, saltando a piè pari quello recente, fatto appunto di Minetti, Ruby e "notti galanti".

Peccato che quel sole che il Cavaliere sogna non abbia mai bagnato la nostra penisola, e di questo il Cavaliere se ne rendo conto benissimo, se è vero, come raccontano molti degli uomini a lui più vicini, per la prima volta vede la strada tutta in salita. I rumors sui suoi progetti sono tanti. Adesso proviamo a metterli in fila.

VECCHIA NUOVA FORZA ITALIA
Il cortocircuito più evidente nella testa di Berlusconi è quello sul nome del partito. Chi gli sta vicino dice che l'ex premier è ossessionato dalla novità. E' alla ricerca di volti e idee nuove (soprattutto economiche, soprattutto che non deprimano ancora di più un'Italia già in recessione). E però cosa fa? Per battezzare il nuovo progetto si attacca al vecchio nome. Da Libero a Giornale non parlano di altro: il nome sarà Forza Italia. Daniela Santanché conferma. La cosa però non piacerebbe ad Angelino Alfano – che nell'eterno ritorno dello “spirito del '94” proprio non troverebbe posto.

ALFANO NEL PARTITO DEI CACHI

C'è chi lo vede già seppellito – politicamente parlando – e chi spera invece che riesca a sedare i bollori del gran capo. Berlusconi, dal canto suo, dopo l'investitura, non ha mai taciuto una certa insoddisfazione. E il quid che gli manca, e i sondaggi che non convincono e il progetto che non capisce. Perciò ecco che l'altro giorno lo liquida con un “il leader dei moderati sono io, mi candiderò”. Ma c'è chi a queste parole non si rassegna. Chi teme – specie nell'area ex An – che la riesumazione della cara vecchia idea dello “spirito del '94” non sia altro che la loro inumazione, perciò si aggrappano al segretario. Silvio un giorno dice che Alfano sarà al suo fianco, l'altro si autosmentisce, pensando a un ticket con una donna.

TUTTE LE DONNE DEL PRESIDENTE
Se c'è un'idea che pare stia parecchio conturbando il fondatore del Pdl, sembra essere quella di presentarsi in tandem con una donna. E qui, ovviamente, ha scatenato le rivalità della corte. La Santanché, va da sé, si è subito candidata – ma nessuno nel partito glielo ha chiesto, e anzi, in molti scongiurano l'ipotesi. Carfagna da un po' si è allontanata dal cerchio magico di Berlusconi, Gelmini e Meloni vivono nell'ombra ormai da mesi. E Berlusconi pensa a qualche volto nuovo. Cercando di far dimenticare quelli vecchi – Nicole Minetti in primis, anche se la consigliera lombarda si è rifiutata di dimettersi, dopo che gliel'hanno chiesto in tanti. Scaricate anche le Gabriella Giammanco, Barbara Mannucci, Fiorella Ceccacci Rubino ed Elvira Savino.

PIAZZA PULITA NEL PARTITO
Il repulisti è essenziale. Per evitare di ripresentare agli italiani le vecchie facce (perdenti) del partito e dare stura all'operazione “nuovo che avanza”. Intanto, i pensionamenti. In testa gli 80enni senatori: Giuseppe Ciarrapico e Lamberto Dini. Poi i "nemici interni" come Beppe Pisanu - accusato di intelligenza con il nemico, ovvero Gianfranco Fini. Giulio Tremonti ha fatto infuriare troppe persone per sperare in un posto nella nuova vecchia Forza Italia. Giorgio Stracquadanio si è auto-escluso per passare ora al gruppo misto. Certo è solo che dall'operazione saranno salvati solo i fedelissimi. Vedi alla voce Martino.

ECCO TUTTI QUELLI CHE IL CAV VUOLE SCARICARE

BERLUSCONOMICS
Così come per il nome, anche in campo economico Berlusconi starebbe struggendosi per ripescare dal cilindro del '94 qualche altra magia. E perciò si affida ad Antonio Martino, che di quegli anni fu il grande ideologo. La sua missione sarebbe quella di trovare qualcosa da sforbiciare, qualche aliquota da abbassare. Solo che questa volta è difficile. Valli a promettere adesso un milione di posti di lavoro, nei giorni in cui la Cgil scrive di 500mila cassintegrati e Confindustria vede nerissimo. Perciò, una delle poche armi al momento a disposizione è una certa battaglia contro l'Euro. Le uscite delle scorse settimane ne sono un sintomo. Basta euro, usciamo dalla moneta unica, o esca la Germania. Non si sa bene dove possano portare posizioni del genere, non lo sa neanche Berlusconi, che infatti ai suoi dice: è ora di cambiare. Di sicuro c'è che il tema dell'Euro sarà uno dei suoi cavalli di battaglia.