Il governo ha incassato la fiducia della Camera sul decreto carceri: con 420 sì, 78 no e 35 astenuti. A favore Pdl, Pd e terzo Polo, contrari Lega, Idv e Noi Sud. Il voto finale sul provvedimento è previsto per martedì prossimo. È la quarta volta che l'esecutivo ottiene la fiducia, la seconda su un singolo provvedimento. Quando il governo entrò in carica, il 18 novembre i sì furono 556. Seguì il 16 dicembre l'ok alla manovra (495 voti favorevoli), ed il 26 gennaio quello sul dl milleproroghe (469).
Sul provvedimento del ministro della Giustizia Paola Severino, che il Consiglio dei ministri aveva approvato il 16 dicembre scorso, si era abbattuta una pioggia di emendamenti, ben 140. Il decreto scade, tuttavia, il 21 febbraio, con una discussione alla Camera che è iniziata solo il 18 gennaio. Di qui la scelta del governo di porre la fiducia: la possibilità che il decreto diventasse carta morta era infatti concreta. I cinque punti del decreto introducono il divieto di portare in carcere le persone arrestate per reati di non particolare gravità, prima della loro presentazione dinanzi al giudice per la convalida dell'arresto e il giudizio direttissimo, per evitare le cosiddette «porte girevoli» in carcere, ovvero le detenzioni pari o inferiori a 48 ore. In questi casi l'arrestato dovrà essere, di norma, custodito dalle forze di polizia nelle camere di sicurezza nelle questure. Proprio l'utilizzo delle camere di detenzione ha suscitato preoccupazione in chi, come la deputata di Fli Angela Napoli, sottolinea il maggior carico di lavoro per un personale di polizia che già soffre di carenze di organico. Anche perchè le detenzioni nei processi per direttissima riguardano 21-22 mila dei 68 mila che ora sovraffollano le strutture penitenziarie in Italia.
Il provvedimento estende inoltre a 18 mesi, dagli attuali 12, il periodo di pena finale da scontare ai domiciliari per le condanne non gravi. Le stime indicano in 3.300 i detenuti che potrebbero così tornare a casa. Infine, per l'adeguamento ed il potenziamento delle carceri viene autorizzata la spesa di 57,2 milioni di euro per il 2011.
Il Governo Monti ha incassato, sul decreto «svuotacarceri», la sesta fiducia dall'inizio del suo mandato. Le prime due, quelle programmatiche, le ha ottenute il 17 e il 18 novembre dello scorso anno segnando (con 281 sì al Senato e 556 alla Camera) il record dei consensi mai ottenuti prima da un Esecutivo.
Ecco il quadro dei voti di fiducia, compresi i due iniziali, e i relativi risultati.
Senato 17/11/2011 governo 281 sì, 25 no, 1 astenuto.
Camera 18/11/2011 governo 556 sì, 61 no, 0 astenuti.
Camera 16/12/2011 manovra 495 sì, 88 no, 4 astenuti.
Senato 22/12/2011 manovra 257 sì, 41 no, 0 astenuti.
Camera 26/01/2012 Milleproroghe 469 sì, 74 no, 5 astenuti.
Camera 09/02/2012 Carceri 420 sì, 78 no,35 astenuti.