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Speciale Elezioni 2013

Napolitano: «Manovre destabilizzanti» di M. C.

Nuova campagna di insinuazioni e veleni. Il Quirinale: «Napolitano non ricattabile». Solidarietà di governo, istituzioni, giudici, partiti, non di Di Pietro. Chi pesca nel torbido di Antonio IngroiaEcco lo scoop (e le cantonate) di Panorama
Napolitano, serio
Di Marcella Ciarnelli
31 agosto 2012
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Resta saldo, non cede d’un passo il Presidente della Repubblica sulla posizione assunta due mesi fa contro la «campagna di insinuazioni e sospetti costruita sul nulla». Nessun ripensamento anche se la campagna è diventata sempre più intensa ed ha raggiunto «un nuovo apice con il clamoroso tentativo di alcuni periodici e quotidiani di spacciare come veritiere alcune presunte ricostruzioni delle conversazioni intercettate tra il Capo dello Stato e il senatore Mancino» si legge in una nota diffusa dal Quirinale a proposito del settimanale Panorama in edicola ieri, che teorizza un «ricatto al Presidente» e fa da sponda ai quotidiani Libero,Il Giornale e Il Fatto cui non pare vero, in un originale gioco di squadra tra giornali che dovrebbero essere di linea editoriale opposta, di proseguire nella campagna contro il Colle ed il suo inquilino, aggiungendo, si legge nella nota, «alle tante manipolazioni» anche «autentici falsi».

- Ecco lo scoop (e le cantonate) di Panorama

- Chi pesca nel torbido di Antonio Ingroia


Il Presidente che «non ha nulla da nascondere, ma valori di libertà e regole di garanzia da far valere» ha scelto la via lineare del ricorso alla Corte Costituzionale perché si pronunci «in termini di principio sul tema di possibili intercettazioni dirette o indirette di suoi colloqui telefonici» e ne attende «serenamente la pronuncia». Tanto più che «quel che sta avvenendo conferma l’assoluta obbiettività e correttezza della scelta compiuta di ricorrere alla Corte Costituzionale a tutela non della sua persona ma delle prerogative proprie dell’istituzione». Un «dovere» lo definì motivando il ricorso, al quale non venir meno.

Il settimanale diretto da Giorgio Mulè ha proposto così la ricostruzione delle conversazioni attingendola alla più diversa produzione giornalistica di questi mesi ed arrivando però ad ipotizzare anche possibili giudizi «taglienti» di Napolitano su alcuni magistrati di Palermo, su Berlusconi e su Antonio Di Pietro. Ed i quotidiani di cui sopra, in una straordinaria sintonia, sono ritornati a ridare fiato alle trombe.

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